Sono uno studente della 2°A della scuola media statale Italo Calvino di Piacenza.
Ho letto Tobia. Un millimetro e mezzo di coraggio di Timotheè De Fombelle. Questo romanzo contiene parti umoristiche, e anche diversi messaggi seri. Uno di questi è molto legato alla trama del libro.
Tobia, un ragazzo di tredici anni, fugge da tutto e da tutti e la sua fuga mi fa comprendere cose che prima non avevo neanche immaginato. Mi fa comprendere che sono fortunato a non essere emarginato come Tobia e come tante altre persone o ragazzi emarginati dal resto del gruppo.
Se non fosse stato per Tobia non avrei mai capito gli stati d’animo delle persone emarginate e soccombenti in questo difficile mondo, che spesso sembra non aver significato, impotenti e già segnate per tutta la vita.
Ma perché questo???
Secondo me capita perché il futuro di una persona è deciso da un solo gesto, un’azione o opinione diversa che lo contraddistingue da da tutte le altre persone che sono tutte uguali.
Uguale per chi ??? Uguale agli altri....
Allora mi chiedo: è forse essere uguale agli altri che serve ad una persona per piacere al mondo?
E’ forse questo il “segreto” per essere apprezzati?
La risposta è, per me, uno dei tanti misteri ora irrisolvibili, che spero di capire quando sarò più grande.
letto per Fuorilegge da Stefano Donno dell'avamposto I leggendari, classe 2°A, scuola Italo Calvino di Piacenza
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