
(...) Avrebbe indossato la divisa come le altre? (pag.23) (Rosita)
Il "diverso", infatti, spesso viene deriso, emarginato, escluso. Ma è proprio necessario essere tutti uguali? Non è forse giusto rimanere fedeli alle proprie idee, comportarsi secondo i propri gusti, coltivare i propri interessi invece di rinunciarvi per uniformarsi al "gruppo"?
Come sempre scegliere è molto difficile, ma necessario!
I giorni passarono. Continuavo ad evitare Stargirl. Volevo lei. Volevo loro. E poiché sembrava impossibile avere entrambi, non feci niente. Mi nascosi. Ma lei non sembrava mollare. (pag.149) (Aleksandra)
Stargirl è un libro molto interessante e, quando incominci a leggerlo, non riesci più a smettere(ti lascia senza fiato).
Un libro veramente bello che fa riflettere su di sé, sugli altri, sul rapporto che è giusto instaurare tra sé e gli altri.
Fu uno spettacolo meraviglioso assistere al risveglio di noi rane del fango, vivere quel risveglio. Piccoli gesti, parole , empatie ormai estinte tornarono in vita. Per anni, le facce estranee nei corridoi avevano ricevuto solo sguardi corrucciati; ora guardavamo, salutavamo, sorridevamo. Se qualcuno prendeva un bel voto anche gli altri gioivano. Se qualcuno si storceva una caviglia anche gli altri soffrivano. Scoprimmo quale colore avessero gli occhi degli altri. Fu Stargirl a guidare quella ribellione: una ribellione per invece che contro. Per noi stessi. Per le rane assopite che eravamo stati così a lungo. (pag.37) (Arianna)
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