Fino a dieci anni non sapevo leggere, non sapevo leggere l’italiano. Vivevo a Rochdale, nel Lancashire, negli anni sessanta del secolo scorso, ignaro del destino che mi avrebbe condotto ad Albinea nella provincia reggiana.
Leggere però non era fuorilegge. C’erano tanti libri nella nostra “pubblic school”, tanti e diversi come noi scolari: italiani, polacchi, austriaci, africani ed inglesi. Con Mrs Price di origine cinese a insegnarci la storia dei Normanni, con Mrs English, irlandese, ad insegnarci l’inglese, con Mrs MacClean, scozzese severa e austera, con Mrs Deer che voleva che insegnassi agli altri a parlare in italiano. L’italiano che non sapevo né leggere, né scivere. L’italiano di pochi libri e nessuna biblioteca quando sono approdato ai primi anni ’70 nel Sud d’Italia. Allora sì che leggere era diventato fuorilegge. Era una lotta e un impegno trovare libri, scovare biblioteche. Era una fame di libri e di letture.
Forse per questo da grande sono diventato bibliotecario, in una biblioteca per ragazzi, a Cavriago.
Forse per questo mi piace ancora leggere i libri ai bambini e ai ragazzi.
Forse per questo sono ancora inquieto e continuo a viaggiare da nord a sud organizzando con gli amici di Equilibri incontri e giochi di lettura, andando in scuole e in biblioteche.