Quando ero piccola non mangiavo se non avevo davanti un libro di fotografie di cani (tutto macchiato di pappa) e poi mi rintanavo sulla sedia a dondolo perché mio papà mi leggesse le storie ad alta voce.
Quando ho imparato a leggere, venivo sgridata perché andavo a tavola con un libro e pretendevo di leggere tra una portata e l’altra della cena.
Quando sono andata all’università ho studiato Conservazione dei Beni Culturali: un sacco di cose sui libri antichi e preziosi, ma ho deciso che continuavano a piacermi di più quelli per ragazzi.
Oggi sono felice di dire che una parte del mio lavoro è fatto… di lettura. Mi occupo di alcune biblioteche in provincia di Cuneo, dove abito, per le quali curo soprattutto la parte ragazzi e i laboratori con le classi. Collaboro con Equilibri, il che mi permette di andare in giro a incontrare ragazzi e insegnati e bibliotecari, e con la rivista Sfoglialibro. Sono redattrice del blog Le letture di Biblioragazzi, dove racconto dei libri che ho letto, quelli che mi piacciono di più e quelli che mi piacciono un po’ meno.
Il mio libro preferito, tra quelli che racconto ai ragazzi, è Stargirl, di Jerry Spinelli.
Quello che so a memoria è Il Castello di carte, una lunga filastrocca di Gianni Rodari con le illustrazioni di Lele Luzzati.
Quello che vorrei leggervi ad alta voce si intitola Le temps des miracles, di Anne-Laure Bondoux e sto aspettando che lo traducano in italiano per poterlo fare.
Leggo dappertutto, soprattutto di notte, a letto o sull’amaca. E quando trovo un bel brano, devo avere a portata di mano qualcuno a cui leggerlo ad alta voce. Anche al telefono. Anche alle tre di mattina? Qualche volta sì.