
Questo libro racconta il cambiamento avvenuto nella vita di Silvia e le sue nuove amicizie.
Silvia ha una nuova compagna, berbera: Zora. Di colpo le amiche di sempre si allontanano, chi per amori assurdi, chi per equivoci.
Lo sport? Non dà più le soddisfazioni di prima.
Allora Silvia pensa che sia colpa di Zora. Anzi! La colpa non è di nessuno: si “chiama” crescita e Silvia capisce, dopo tanti esempi e lezioni di vita, che è l’avvenimento migliore che possa capitare ad una adolescente. Inizia, così, a sentirsi “adulta” e più responsabile; tutto si rimette in ordine: le nuove e le vecchie amiche tornano come ai vecchi tempi e a scuola, anche se l’hanno sospesa, il rendimento migliora.
E come si dice nelle fiabe “…visse per sempre felice e contenta”.
Sofia Gallo, l’autrice, vive a Torino ed è appassionata di viaggi, forse per questo da alcuni anni scrive racconti e romanzi che sono un modo per viaggiare nello spazio, nella fantasia, nel tempo e con se stessi.
Questo libro mi è piaciuto molto perché parla di cose che magari potrebbero capitare anche a me e affronta argomenti reali che a tutte le ragazze, credo, piace ascoltare e leggere. L’autrice ha voluto scrivere un romanzo sulla sua infanzia, tenendolo nascosto e rispecchiandosi in questa ragazza a cui piace viaggiare con la mente, sia sulla corsia della fantasia, sia su quella della realtà, anche se molto più complessa e dolorosa da vivere in prima persona.
Questo romanzo mi è piaciuto tutto, dalla prima all’ultima pagina, perché parla di problemi comuni di cui tutti gli adolescenti, credo, soffrono.
Da cambiare, secondo la mia opinione, ci sarebbe soltanto un aspetto: se è vero che l’autrice scrive sulla sua infanzia, le consiglierei di non vergognarsi né di avere paura di sostituire il nome Silvia in “Sofia”.
Io e Zora di Sofia Gallo, Giunti, 2008
Letto per Fuorilegge dall'Avamposto Gli stilosi, 2B della scuola media di Manerbio (BS)
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