La guerra del soldato Pace, di Michael Morpurgo, Salani, 2005, pag.167
« Charles Pace. Soldato semplice Charles Pace ». Nell’esercito inglese insegnavano a rispondere ai comandi rispondendo con il nome e il grado. Charles, Charlie giovane contadino, non sarebbe partito per la guerra se non fosse stato costretto da un’assurda decisione del Colonello, il padrone dei campi. Lo aveva minacciato o in guerra o abbandonare la casa dove viveva con tutta la sua famiglia. Suo fratello Tommo, invece, era partito volontario per stare con Charles, per vivere l’avventura della guerra, per non essere chiamato vigliacco dalla gente. Ma la guerra non era un’avventura. Non poteva esserlo. L’esercito inglese era severo, disciplinato, la vita militare era dura. Ancora di più nel 1916, secondo anno della Prima guerra mondiale, quella combattuta nelle trincee sotto la pioggia, al freddo, nel fango. Giorni, mesi e anni, quattro lunghi anni, aspettando l’assalto dei soldati tedeschi, accucciandosi nei rifugi durante i bombardamenti che facevano tremare la terra e rimbombavano nella testa, infilandosi la maschera per sfuggire ai terribili gas velenosi. Almeno Tommo aveva Charles al suo fianco, che avrebbe fatto di tutto per tirarlo fuori dai guai, per salvarlo dai pericoli. A qualsiasi costo.