Il figlio del cimitero, di Neil Gaiman, Mondodori, 2009, pag.
Comincia con un coltello che, tra le mani di Jack, uno spietato serial killer, fa strage di madre, padre e figlia, gli abitanti della casa che sorge proprio sotto la collina del cimitero. Ma in casa c’è anche un bimbo, un anno e mezzo appena, che inconsapevole sfugge al coltello e si avvia su per la collina, dove ad accoglierlo trova proprio loro: i defunti, gli abitanti del cimitero. È l’inizio dell’avventura di Bod, diminutivo di Nobody, che crescerà vivo tra i morti, che l’hanno protetto dal feroce Jack, gli hanno dato un nome, una casa, un presente e anche un futuro. Saranno loro a riempire le pagine della nostra storia e della sua vita: Liza, l’affascinate strega sepolta in terreno sconsacrato, il misterioso Silas, l’uomo che vive a metà tra i mondi, e la signora Lupescu, qualcosa di più di un’insegnante. Ma il mondo dei vivi è un’attrazione forte per Bod, che voerrebbe scoprirlo. E il mondo dei vivi non si è dimenticato del bambino: il coltello di Jack sta ancora cercando di portare a termine la sua missione di sangue