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Una bottiglia nel mare di Gaza

Una bottiglia nel mare di Gaza
Nella realtà ci possiamo solo essere io da una parte e lei dall'altra, i nostri due popoli che si odiano e se le danno di santa ragione, noi siamo i Romeo e Giulietta del terzo millennio ma non c'è nessuno che possa raccontare la nostra storia (p. 78).
Tal e Naïm, 16 anni lei, 19 lui. Entrambi hanno un sogno: Tal vorrebbe diventare regista, Naïm medico. Entrambi condividono una passione: scrivere. Entrambi vivono una tragica quotidianità: quella della guerra. Un muro di odio li separa: Tal è israeliana e vive a Gerusalemme, una città segnata dalla storia e dilaniata dagli attentati; Naïm è palestinese e vive nella striscia di Gaza, una terra dimenticata dalla storia, dove tutto è vietato, persino camminare per le strade del proprio paese. Entrambi hanno però una convinzione: è impossibile accettare quello che sta accadendo attorno a loro.
Dopo l'ennesimo attentato nella sua città, Tal scrive così una lettera, la infila in una bottiglia, e chiede al fratello Eytan, militare, di gettarla in mare proprio davanti a Gaza. Spera che a raccoglierla possa essere una ragazza palestinese della sua stessa età, e già s'immagina la sua nuova amica "dall'altra parte" del muro con la quale condividere il suo sogno di pace. Ma a raccogliere il messaggio è proprio lo scontroso Naïm, che solo dopo non poche resistenze accetta di confrontarsi con Tal, le cui parole tenaci e caparbie lo coinvolgono in profondità. Nasce una bellissima corrispondenza via mail tra i due ragazzi che, al di là delle barriere che li separa, iniziano a guardarsi senza pregiudizi e a parlarsi a cuore aperto. Aiutati in questo dalla scrittura: perché è più facile aprire il proprio mondo e svelare le emozioni più profonde quando non dobbiamo rispecchiarci nello sguardo dell'altro. Almeno per ora. Perché Naïm chiede una non facile prova a Tal, una prova con la quale sembra voler misurare la forza di quella amicizia che faticosamente hanno iniziato a costruire e la forza delle loro convinzioni.
Uno dei soliti libri sul conflitto arabo-israeliano? Tutt'altro.
Una bella ed emozionante storia di crescita, di amicizia,  e forse anche di più.
Una storia che ci spinge a credere che sempre il mondo può essere cambiato.
Valérie Zenatti, Una bottiglia nel mare di Gaza, Giunti, 2009, p.151
dai 12 anni

Per vedere l'intervista della redazione_FL a Valérie Zenatti cliccate qui