Mark 2.0
Che cosa pensereste se vi trovaste davanti al clone del vostro miglior amico, scomparso dopo una lunga malattia? E tutti si aspettassero da voi che vi comportaste come niente fosse? È quello che accade a Phil, tredici anni, cresciuto assieme a Mark, un ragazzino esile e profondamente ironico, affetto da una grave malattia genetica, quando rimette piede per la prima volta a casa del suo amico dopo il suo funerale.
Perché Phil subito realizza che quel ragazzino del tutto uguale a Mark, che si guarda in giro con l’aria costantemente meravigliata, declamando frasi strampalate da manuale di grammatica e formulando continue domande con genuina curiosità, e a cui Phil deve restituire la memoria del suo passato, non è certamente Mark Self. Nessuno può prendere il posto di Mark Self nel suo cuore, nessuno. Nemmeno il suo clone.
Ben presto Phil si dimentica comunque del fatto che Mark sia un clone, e si abitua alle sue domande, alle sue stravaganze, ai suoi pensieri, all’idea che lui sia una nuova persona, un nuovo amico. Fino a quando un evento drammatico non spegnerà in Mark il suo sguardo di curiosità e meraviglia sul mondo, tanto che Phil ne rimarrà preoccupato e spaventato. E deciderà di rimanere vicino a lui anche nel momento più difficile, quello della consapevolezza.
Suppongo che, per molti versi, ciò che lui era diventato dipendeva dalle cose che avevo fatto e detto io, ma, e questa è la parte più inquietante, molto di quello che ero io dipendeva dalle cose che aveva fatto e detto lui.
Capii che avevo bisogno del mio amico.
«Mark», dissi, «ho qualcosa nel mio zaino che cambierà un sacco di cose, ma prima che te lo mostri, voglio che tu sappia una cosa, OK?»
Mark annuì. «È la cassetta, giusto?»
Chiusi gli occhi, li riaprii e lo fissai.
«Avanti Phil, non sono del tutto stupido…»
Mi permisi un piccolo sorriso. «Lo so. Ma prima di guardarla ho bisogno che tu sappia una cosa. Non importa cosa dice il video, OK? E anche se importasse, anche se cambiasse quello che sei o quello che tu pensi di essere, ciò che non cambierà è che in questo momento tu sei il mio migliore amico, e qualunque cosa accada io sarò qui a tenderti la mano, va bene?» (p. 173)
Perché leggere questo libro:
Perché parla di un tema complesso e affascinante come la clonazione, vista attraverso tanti punti di vista quanti sono i protagonisti della storia.
Perché spinge ogni lettore a chiedersi cosa renda unico e speciale ogni singolo individuo: i sentimenti e le esperienze vissute o il DNA?
Perché ci pone domande importanti, alle quali siamo tenuti a rispondere in prima persona.
Perché ci fa riflettere sul fatto che ognuno di noi può fare delle scelte, che incidono profondamente sulla realtà.
Perché ha un finale che spiazza e scuote il lettore.
Infine, perché è la storia lieve e paradossale di una bellissima amicizia.
Mark 2.0, di Chris Farnell, Fazi, Lain, 2007, p. 175.
Dai 13 anni.
Per leggere l’intervista al giovanissimo autore di Mark 2.0, Chris Farnell, cliccate qui