Ti chiami Lupo Gentile
"Parevi un lupo."
"Quando?"
"Quando combattevi co quello là." Indicò Zagaja, che giaceva a terra, stordito. "Un lupo, dici. E non c'hai paura?"
Ghiacciolo scosse la testa.
"Eppure i lupi li mangiano, i bambini"
"Solo le femmine, come Cappuccetto rosso" ironizzò Ghiacciolo.
Claudio sorrise.
"Prendi un po' il cellulare." Gli indicò la tasca dei Jeans."
Funzionava il telefono.
"Chiama papà, così viene" mormorò. "Lo sai il numero?"
Ghiacciolo annuì deciso.
"E certo!"
"E certo" ripeté Claudio.
"Digli che arriva al campeggio bruciato, che non sbaglia. è facile."
Il bambino fece la sua telefonata con una voce seria, quasi da grande.
Tornò accanto a Claudio.
"Fatto."
"E bravo che sei."
"Lo vedi che dei lupi come te non devo ave' paura?"
"Perché, che lupo sarei io?"
"Un lupo... gentile, ecco" chiosò il bambino. Rimase pensieroso qualche secondo, poi silluminò.
"Eccolo il soprannome tuo! Lupo Gentile! Te piace?"
Gli piaceva, sì. pag. 219-220
Claudio, protagonista della storia, scopre se stesso grazie a Ghiacciolo e scopre di avere un animo gentile grazie all'ammirazione a all'amore
che egli ha sempre mostrato nei suoi confronti, in diversi modi e in diverse situazioni. Claudio e Ghiacciolo si incontrano quasi tutti i giorni
sulla spiaggia romana di Ostia. Qui, Claudio e i suoi compari si incontrano quotidianamente, giocano, nuotano, scazzottano. E sempre qui Ghiacciolo e suo padre trascorrono le giornate, vendendo bibite, panini, gelati e quant'altro possa ristorare i bagnanti.
Grazie a Ghiacciolo Claudio troverà la forza ed il coraggio per tirare fuori la parte migliore di sé ed affrancarsi dal padre, Aldo, truffatore, magnaccia e ricettatore, capo del quartiere che vorrebbe suo figlio come braccio destro.
Non è facile per Claudio pensare di poter vivere diversamente da come vive suo padre, tanto meno lo è pensare di avere una storia d'amore diversa da quella che suo padre Aldo e sua mamma Maria gli hanno sempre mostrato.
Simona, detta Simo, ha ragione di pretendere da Claudio un amore diverso, caldo, tenero, romantico, dolce, ma egli non è capace di offrirglielo,
non lo conosce, non lo ha mai sperimentato.
Simo voleva quello che voleva. E non voleva più certe cose.
"Che cose?" le aveva chiesto Claudio, in una giorno pigro, che avevano passato da soli, a camminare sulla spiaggia, nell'acqua a fare il bagno, a parlare.
[...]
E Simo non ne poteva più di tutto quel silenzio, di quel freddo che le arriva addosso dopo ogni abbraccio distratto di Claudio. E che la
congelava quando vedeva il suo sguardo ravvivarsi solo alla vista di Ragno e di Puzzetta. Aveva una luce, Claudio, che con lei si perdeva in occhiate distratte.
Non la guardava mai negli occhi, per esempio.
E lei sapeva che pure quella era una delle cose che non voleva più. Come non voleva più i silenzi. E le giornate annoiate a passare a fare niente. E la prepotenza
dei ragazzi sulla spiaggia. E la volgarità delle frasi. E i baci senza tenerezza.
Non voleva più Claudio, da un po'.
Glielo aveva detto. pag 21-22
Si vede che era così l'amore, il matrimonio. Una cosa che urli un po' e un po' ti baci.
Simo diceva di no.
Forse aveva ragione.
Ma come si faceva a volersi bene in un altro modo, Claudio non lo sapeva. pag.36
Simona, Claudio, Puzzetta, Ragno, Rocco: tutti ragazzi che incontriamo in questa bellissima storia, che devono fare i conti con una vita dura, faticosa,
a tratti desolante, in lotta con una dignità guadagnata onestamente ed un rispetto guadagnati con la prepotenza e la violenza. Devono decidere da che
parte stare, devono scegliere come costruirsi il proprio futuro, anche se poche sono le possibilità, forse troppo poche.
Nonostante ciò, alcuni fra loro riescono e, trovando in loro la forza, gridano che è possibile, che non è un sogno, che la vita in parte è anche in mano
nostra e per quanto spetta a noi dobbiamo giocarcela fino in fondo, senza paura, con coraggio e pagando a volte un caro prezzo.
Grazie a Luisa Mattia, davvero un bellissimo libro.
Luisa Mattia, Ti chiami Lupo Gentile, Rizzoli, 2008, pag.221
da 12 anni