Oh, Boy!

"Per il momento, vi accompagnerò all’orfanotrofio. E’ la prima cosa da fare”.
“No, la prima cosa da fare è sapere se si può affidare la custodia di orfani a fratellastri o sorellastre, nel caso in cui siano maggiorenni. Potrebbe procurarmi un Codice Civile?” Bénédicte guardò Siméon senza riuscire a pronunciare una sola parola. Era abituata agli adolescenti. Per quanto ne sapeva lei, non parlavano in quel modo.
“ Sono super dotato” le disse Siméon, quasi si stesse scusando. (pag.10)
Comincia così una storia che potrebbe portare al solito insieme di lacrime, fughe, ritorni e soluzioni obbligate e invece no, con semplicità e riuscendo a creare un’atmosfera di attesa e complicità la scrittrice ci racconta davvero “un’altra storia!!Una famiglia che non sapeva di avere, responsabilità che lo attendo dietro l’angolo, cambiamenti e scelte da fare perché altrimenti non è possibile.
Questo è quanto travolge la vita di Barthélémy Morlevent, 26 anni, quando conosce i suoi tre fratellastri rimasti orfani da poco.Sono la sua unica e sola famiglia. O quasi. Perché Barthélémy, gay e spensierato, ha anche una sorellastra più vecchia e più "inquadrata" di lui. Chi dei due avrà l'onere (o l'onore?) di aggiudicarsi la tutela dei tre bambini? I piccoli Morlevent hanno in serbo sorprese e colpi di scena per tutti.
L’ironia che accompagna tutta la narrazione è quella che rende il romanzo un capolavoro di leggerezza, che affronta temi importanti come la forza-bisogno di sentirsi ed essere fratelli davvero e il diritto di tutti (proprio tutti) di avere e vivere i propri affetti fino in fondo senza rinnegare se stessi.
Alla fine sembra davvero che nessuno abbia perso e che per una volta, come ha affermato l'autrice: la scrittura, e noi pensiamo anche la lettura, possono essere un modo per 'vendicarsi' della vita. E l’intercalare “oh boy!” usato costantemente da Barthélémy, diventa una piacevole abitudine che annuncia sempre qualcosa.
Bart andò a prendere l’aranciata fischiettando. Perchè all’improvviso era così contento? Era successo tutto in una volta quando aveva visto i tre ragazzini nel suo salotto. Era il maggiore dei Morlevent ed era straordinario. Pag.41
Grazie di essere entrato nella mia vita senza avvisare. Grazie di averne cambiato il corso e di aver cambiato me stesso. Pag.160
Murail, Marie-Aude, OH BOY !, Giunti 2008
Da 13 anni