La contessa segreta

1919: la prima guerra mondiale è terminata, il mondo è sconvolto, la carta geografica dell’Europa cambiata, gli imperi tramontati. Ogni famiglia ha pagato il suo tributo alla guerra, file di profughi si spostano da un paese all’altro e, tra questi, anche la famiglia Grazinskij: la contessa, i suoi due figli, Anna e il giovane Pëtr, la governante inglese Miss Pinfold.
Anna è cresciuta secondo le regole dell’aristocrazia russa, parla il francese, suona il pianoforte, sa danzare. Ma ora? Oggi non è più come ieri e la contessa in miniatura dalla chioma scura e soffice come piume d’anatroccolo e dagli occhi bizantini dalle lunghe ciglia, prende la sua decisione, irremovibile: farà la domestica. Per una giovane straniera e inesperta, le possibilità erano davvero misere.
Con Il manuale della servitù domestica, che consulterà come un prezioso breviario, e una valigia di cartone che si era fatta prestare, Anna si trascinò tra due file di tigli lungo il famoso viale che portava alla facciata ovest di Mersham.
Qui Anna presterà servizio come personale aggiunto in attesa del ritorno di Rupert, erede e speranza della casata, l’unico che avrebbe salvato la tenuta dalla vendita all’asta, sposando una ricca arrampicatrice sociale.
Con la sua grazia e la sua umiltà, Anna saprà conquistare ad una ad una tutte le persone che vivono a Mersham: nascondendo la sua vera identità, lavorerà senza risparmiarsi per riportare all’antico splendore cristalli e argenterie, intarsi di legno e porcellane, per completare i preparativi al matrimonio che darà nuova vita alla proprietà.
Ecco tutti gli ingredienti per tessere una bella storia, di quelle d’altri tempi: una nobile decaduta, un conte squattrinato, una promessa sposa quanto mai odiosa, un vecchio zio bizzarro, una frotta di domestici fedeli, un parco che porta i segni dell’abbandono e un giardino di rose.
Più di trecento pagine che si sfogliano da sole; un librone con tanti personaggi, nessuno inutile, e tutti sbalzati con cura e con affetto. E il lieto fine, che non poteva mancare, restituisce il sorriso al lettore, ma soprattutto ai protagonisti del romanzo.
Una piacevole lettura al femminile per undicenni e più, ma forse anche meno.
Ibbotson, E., La contessa segreta, trad. di Paolo Antonio Livorati, Salani, p. 323
Eva Ibbotson, austriaca di nascita e inglese di adozione, è stata definita il Roald Dahl in gonnella per l’ironia della scrittura e l’imprevedibilità delle sue storie. In Italia i suoi libri sono tutti pubblicati da Salani.