Antologia della Memoria, 28 febbraio
Il bambino di Noè
Una memoria da Caterina Ramonda
Quando avevo dieci anni, facevo parte di un gruppo di bambini che tutte le domeniche venivano messi all’asta.
Non eravamo in vendita: ci facevano sfilare sulla passerella con la speranza che tra il pubblico ci fosse qualcuno pronto a prenderci. (…)
“Puoi tornare al refettorio, Joseph.”
Ogni domenica le mie speranze morivano su questa frase, con cui Padre Pons mi faceva capire che neanche stavolta era andata bene e che dovevo abbandonare la scena. Dietro-front. Dieci passi per sparire. Dieci passi per rientrare nel dolore. Dieci passi per tornare orfano.
Belgio, fine della Seconda Guerra Mondiale. I bambini ebrei rimasti all’orfanotrofio Villa Gialla non vengono venduti all’asta: sfilano su una passerella in mezzo al pubblico nella speranza di essere riconosciuti dai loro genitori oppure scelti da una coppia che li vuole adottare. Tra i tanti bambini nascosti, anche Joseph aspetta il ritorno dei suoi genitori e racconta di quei tre lunghi anni passati insieme a altri bambini ebrei che Padre Pons ha accettato di nascondere e di salvare.
Una breve storia per ricordare quanti non tornarono, quanti non si salvarono. E tutti i Giusti che si adoperarono per loro.
Eric-Emmanuel Schmitt, Il bambino di Noè, Rizzoli, 2004, pp. 9-11
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