Non male per un ragazzaccio

Non male per un libro su un ragazzaccio.
Non male davvero questo racconto cucinato dalle mani pregiate di Michael Morpurgo (alla penna) e di Michael Foreman (ai pennelli), per una storia da leggere e guardare insieme, adattissima a lettori a cavallo tra le elementari e le medie, o anche per ragazzi già grandi che amano storie brevi – di errori e di riscatto, di uomini e di animali – e il disegno ad acquerello.
La voce narrante è quella di un nonno: «Inutile nasconderlo – scrive al nipote – da giovane ero proprio un ragazzaccio». Un ragazzaccio che non ha mai conosciuto il padre, quarto di sei figli e con una madre, Ma’, che non riesce a tenerlo a bada e «minacciava di mettermi in riformatorio». Un ragazzaccio che la scuola non sopporta e glielo grida in faccia:
«Non ero buono a leggere. Non ero buono a scrivere. Non ero buono a fare i calcoli e simili. Ero “un senza-cervello, un incapace, un buono-a-nulla, un essere completamente inutile”. Così mi definì un giorno Mr Mortimer, di fronte a tutta quanta la scuola e lui era il Preside, perciò doveva avere ragione, non è vero? (pp.11_12)
Un ragazzaccio che il poliziotto di quartiere conosce bene e che un giorno condurrà alla sua inevitabile destinazione: Borstal, il centro di rieducazione, la prigione.
Sembra la fine, e invece è l’inizio. Un’inizio che ha i volti e i cuori di Mr Alfie e di Dombey. Un uomo che si prende cura di te e un cavallo di cui prendersi cura: comincia qui la vera storia del nonno: «Inutile nasconderlo: da giovane ero proprio un ragazzaccio – scrive – E non ne sono certo fiero. Neanche un po’».
Non male per un ragazzaccio, di Michael Morpurgo, illustrazioni di Michael Foreman, Editrice Campanila, 2010, da 10 anni