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Il libro selvaggio

9788862562720
I voti sono come il menù di un ristorante. La matematica mi attira pochissimo, come il purè di carote. (…)
I veri voti di una persona intelligente dovrebbero essere questi: capacità di collegare un’idea a un’altra, dieci; capacità di riassumere le cose imparate, dieci; capacità di pensare con la propria testa, dieci.

Lo zio Tito è davvero particolare: ha idee tutte sue sui voti, una predilezione per il tè a tutte le ore, una passione per l’omelette cucinata ad occhi chiusi e una casa labirinto con stanze piene zeppe di libri. Quando Juan si trasferisce a vivere in casa sua per un po’ di tempo, lo zio lo invita a passeggiare per le stanze e gli fornisce una campana da suonare in caso si smarrisse. Improvvisamente i libri sembrano sembrano muoversi, spostarsi, nascondersi o mettersi in mostra. Perché Juan, spiega lo zio, è un lettore princeps, uno di quei lettori da cui i libri stessi scelgono di essere letti. Oltre a fargli venire le orecchie calde mentre legge, questa caratteristica fa di Juan l’unico che può far ricomparire il libro selvaggio: un libro che nessuno ha mai letto, che sembra non avere autore, che lo zio ha tenuto in mano una volta soltanto senza essere poi più riuscito a trovarlo.

Il libro selvaggio, di Juan Villorio, Salani 2010, p. 218
da 11 anni
 
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