La vita graffiata

All’improvviso c’è stato un enorme bagliore, poi la tenebra. (p.9)
Se cercate un libro che scuote, fa riflettere e emoziona, un libro alla fine del quale non vi sentite più gli stessi, allora l’avete trovato. Perché è davvero una sfida impari quella che sta vivendo Ella, quattordicenne israeliana, tanti amici e una famiglia del tutto normale: un attentato terroristico a Gerusalemme manda in frantumi tutto il suo mondo, le porta via la sua migliore amica, Yerus, la voglia di vivere e la fiducia nel futuro. Una vita graffiata, da quel momento in poi, la sua, non tanto dalle ustioni lasciate sul suo corpo dall’esplosione, quanto dalla impossibilità di comprendere quello che sta accadendo. Per fortuna che accanto a lei c’è il solido Eitan, che le impedisce di sprofondare; l’arguto Maher, che l’aiuta a guardare la realtà con gli occhi del nemico; e, soprattutto, la scrittura, che le consente di ritrovare la forza per immaginare il futuro.
Un libro con il quale Sonda apre in modo efficace la nuova collana di narrativa per adolescenti ‘Idrogeno’, dal provocatorio e anche un po’ ambizioso sottotitolo “La buona lettura è energia pulita!”: carburante per le nostre menti e per le nostre emozioni.
La vita graffiata, di Tamar Verete-Zehavi, Sonda (Idrogeno), 2010, p. 133
da 13 anni