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Lo specchio delle libellule

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Questa storia comincia a Londra nel 1939 con una manciata di lacrime.

A piangere è la zia May e la sorella Hester non è da meno: sono tristi perché la loro unica nipote lascerà la casa dove è cresciuta per andare in collegio. Qualunque casa sarebbe vuota senza i ragazzini che la abitano tutti i giorni, tanto più se la ragazza in questione è Tally, undici anni, grande energia, risposta sempre pronta (qualche volta, per costringersi a stare zitta, si mette in bocca una caramella alla menta col buco e ci infila la lingua per tenerla ferma) e un destino combattivo scritto nel nome: l’ha eredito infatti dalla nonna, una signora tanto in gamba da convincere i barboni della metropolitana a togliersi i calzini per lavarglieli e stirarli!

L’opportunità che viene offerta a Tally è di quelle da non lasciarsi scappare: Londra è sotto la minaccia dei bombardamenti tedeschi (siamo all’inizio della Seconda Guerra Mondiale) e il collegio è in campagna, al sicuro e gratuito grazie alla borsa di studio assegnatale. In realtà Delderton è davvero una scuola particolare: ci sono alunni che vengono da Pesi diversi, ognuno può portare il proprio animale domestico, alcune lezioni si svolgono tra i banchi di scuola, altre si trasformano in vere e proprie avventure, come quelle di biologia dove si cammina per la campagna al mattino presto o quelle di teatro dove si cerca di diventare prima appuntiti come una forchetta, poi tondi come una teiera, insomma una scuola progressista, dove si crede nella libertà e nello sviluppo autonomo, senza costrizioni per gli allievi. A Delderton, Tally incontra parecchi nuovi amici e insieme a loro si trova coinvolta in una grande avventura: un gruppo di ragazzi della scuola viene invitato a un festival di danze popolari in Bergania, una piccola nazione che si è opposta a Hitler. Appena arrivati scoprono che il loro professore di biologia è nato lì ed è stato il miglior amico del re, poi il re viene ucciso in un attentato e i ragazzi cercano di aiutare il giovane principe ereditario a fuggire insieme a loro.

In questa storia troverete travestimenti, fughe, scambi di persona, un axolotl (cos’è? Io l’ho scoperto leggendo questo libro. Forse non è bellissimo, ma ha l’aria simpatica :-), alcuni nobili decaduti, una ragazza di nome Augusta allergica a tanti di quegli alimenti che di solito mangia sempre banane, molte lettere tra cui tante che non hanno raggiunto il loro destinatario.

È un’avventura tutta di corsa, nel tentativo di far vincere il bene, o almeno stare da quella parte lì: del resto Tally, come dice il preside, è una di quelle persone “che vogliono fare del mondo un posto migliore” e ha la fortuna di frequentare non solo una scuola libera, ma anche delle persone che le insegnano un nuovo significato della parola dovere: Il dovere esiste. Significa condividere i propri doni e i propri talenti con le persone che ne hanno bisogno. Significa non avere paura, non essere egoisti, non essere avari, ma aperti.


Ah, e non dimenticate:

A volte, in qualsiasi momento e a qualsiasi età, si poteva incontrare qualcuno con cui camminare verso il futuro.

Lo specchio delle libellule, di Eva Ibbotson, Salani 2010, p. 397.

Da 11 anni.