O sei dentro o sei fuori
O sei dentro o sei fuori. È così che la mette Gabri. È così che quella volta mi ha convinto a rubare i cd dal negozio del vecchio Benito che non ci vedeva dall’occhio destro e per questo stavamo sempre da quel lato. O sei dentro o sei fuori. É così che siamo scappati una mattina, in seconda elementare, e ci hanno ritrovati nei pressi della stazione quasi un’ora dopo, in lacrime perché non avevamo la più pallida idea di dove ci trovassimo.
È così che Gabri convince Franz, la voce narrante, a partecipare alle sua imprese, a sposare le sue brillanti idee, a seguirlo.
- Io ti sto solo venendo dietro perché sono un cretino -
Gabri si ferma e mi guarda in faccia per qualche istante. – Tu non sei un cretino – mi dice serio. – Tu mi vieni dietro perché sei mio amico e l’amicizia è anche questo: fidarsi – .
Gabri e Franz sono grandi amici. Da sempre. Fin dalle elementari. Eppure a guardarli non potrebbero essere più diversi: Franz è razionale, silenzioso, votato alla matematica e al nuoto (70 vasche tutti i giorni), figlio unico di una famiglia borghese, con un padre che pensa in bianco e nero e solo e sempre al lavoro. Gabri è disordinato, chiacchierone, agitato come fosse caricato a molla, vive in una famiglia di sette persone più una nonna, un cane, due gatte, un pappagallo e un pesce rosso. Dei due, Gabri è quello che tira dentro l’amico: o sei dentro o sei fuori, o ci stai o non ci stai. Oppure potresti sempre essere di là, come la mamma di Franz, in un posto dove c’è la tv, in un’altra stanza rispetto alla sua famiglia, al figlio che si chiede quando starà un po’ di qua.
Un giorno, nella calda estate bolognese, Gabri arriva si presenta all’amico con gli occhi che brillano e un nuovo progetto: ha appena letto Sulla strada di Kerouac e ha deciso di fare come i protagonisti, di imbarcarsi in un’avventura, una vacanza da soli per pochi giorni, “per reinventarsi” dice lui, per crescere.
Quindi, il piano. Fase A: convincere i genitori di Franz a lasciarli una settimana soli nel loro appartamento a Igea Marina.
Fase B: fingere di rimanere a Igea e prendere il treno destinazione Trasimeno, per fare sci d’acqua sul lago.
Fase C: sorpresa!
Se ci vuole del bello e del buono a convincere Franz, figuriamoci i suoi genitori! Franz è sempre sulle spine: ha paura di essere scoperto, paura che succeda qualcosa, paura del viaggio che stanno per affrontare. Invece rischiano persino che non succeda nulla: perché nel mezzo della campagna, il treno si ferma, ci sono due giorni di sciopero generale di tutti i trasporti. L’unica è proseguire con mezzi di fortuna: in autostop, a piedi, su una vecchia bicicletta (una in due). Verso le sorprese che il vero viaggio riserva: gli incontri, l’inaspettato, le delusioni, le novità. Imparando.
Con le ragazze è questione di un istante. Sto cominciando a capirlo. Alle volte sei lì, quasi camminassi sull’orlo di un precipizio, e l’istante dopo o sei salvo o sei precipitato di sotto. La differenza sta tutta là, in quell’attimo in cui perdi l’equilibrio.
Imparando anche che l’amicizia cresce e cambia. Che non sempre due angoli sono complementari, ma possono rivelarsi esplementari. Che per ogni cosa ci sono un posto e un tempo giusti, che il tempo giusto è diverso per ogni cosa.
O sei dentro o sei fuori, di Guido Sgardoli, EL 2010, pag.187
Dai 13 anni