Calvin l'invisibile

Insomma, tutti noi possediamo i materiali grezzi forniti dalla nostra famiglia, ma sta a noi decidere se costruirci ponti o bombe.
Di materiale grezzo, Anthony Bonano detto Antsy ne ha parecchio. Una madre convinta che la cucina sia il suo campo, un papà (il vero cuoco della famiglia) che progetta prodotti infrangibili e glieli lascia testare, due amici alquanto improbabili: Ira e Howie, con i quali la sintonia sta sfumando perché Antsy sta crescendo. Per di più a casa è il fratellino di mezzo di due geni: l’intelligentissimo Frank, che pare abbia ereditato per un errore d’inventario anche le sue cellule cerebrali, e Christina, già proiettata sulle orme del fratello maggiore. Insomma, predestinato per il ruolo del fallito.
Su questa situazione, ora innestate lo Schwa. Come “chi è lo Schwa”? Ah, ecco, forse anche voi non lo avete visto. Lo Schwa è... lo Schwa NON è: non è bello né brutto, non è grasso né magro. Di lui dicono che i suoi occhi cambiano colore a seconda del colore del cielo, che le sue scarpe hanno sempre lo stesso colore del terreno; dicono che se lo fissi a lungo, dopo un po’ riesci a leggere quello che c’è scritto sul muro che ha dietro. Un po’ una leggenda (come il protagonista di “Una casa per Jeffrey Magee”, di Jerry Spinelli, ricordate?), alimentata dal fatto che davvero quel ragazzo non lo noti, che ti sbuca accanto all’improvviso facendoti spaventare, che poi ti giri e lui non è più lì, che nessuno si ricorda mai di lui.
Lo Schwa non è un vuoto – obiettai – è un ragazzo.
Ecco, sì, è un ragazzo, anche lui con del buon materiale grezzo: una madre scomparsa nel nulla mentre lo spingeva nel carrello del supermercato, un padre che ne ha cancellato ogni traccia e sembra isolato in un mondo tutto suo, una collezione di graffette (quelle importanti, quelle che hanno tenuto insieme la storia) e il tentativo di far sì che qualcuno si ricordi di lui.
Calvin l'invisibile, di Neal Shusterman, Piemme junior 2010, p. 337
da 11 anni