Una volta… La storia di Felix
Una volta sono scappato da un orfanotrofio in montagna e non ho dovuto fare nessuna delle cose che si fanno di solito quando si evade.
Scavare un tunnel.
Travestirmi da prete.
Calarmi da una fune formata legando insieme le tonache delle suore.
Sono semplicemente uscito dalla porta principale.
Questo libro racconta una delle pagine più terribili della storia dell’uomo: la Seconda Guerra Mondiale, la persecuzione e lo sterminio degli ebrei. Questo libro racconta di morte, fuga, cambio di identità, nascondigli. Di bambini nascosti, genitori perduti, libri bruciati. Eppure questo libro è una favola. Perché c’è Felix che vive tutto questo e che lo racconta come sa fare lui. Felix è figlio di due librai ebrei ed è convinto che i suoi genitori siano in giro per l’Europa a cercare preziosi libri da vendere. Quando vede i nazisti bruciare dei libri, decide di raggiungerli e scappa dall’orfanotrofio dov’è nascosto sotto falso nome per andare in città, alla sua vecchia casa. Per strada incontra l’orrore della guerra, incontra la piccola Zelda, i cui genitori sono stati uccisi dai soldati, incontra gli ebrei costretti a lasciare la loro casa e camminare verso la città, incontra i rinchiusi nel ghetto e i bambini protetti da Barney. Felix è cresciuto tra i libri, adora le storie, ne inventa molte che scrive su un taccuino che ha sempre con sé e ne sa raccontare di altrettanto belle: ogni capitolo comincia con “una volta”, proprio come nelle favole. Grazie alla sua fantasia e al potere che hanno le storie, Felix riesce a sopportare tutto quello che la guerra gli mette davanti finché arriva ad odiarle, le storie: perché quando il dolore è troppo forte, la verità troppo cruda, allora non ci sono racconti che addolciscano o migliorino la vita. O forse sì. Perché spesso nelle difficoltà della vita, come nei libri, esiste la possibilità di fare qualcosa, esiste il caso, esiste una storia da continuare.
Comunque vada a finire, terrò sempre a mente quanto sono fortunato.
Barney ha detto che tutti, almeno una volta, meritano di avere qualcosa di buono nella vita.
Io l’ho avuto.
Più di una volta.
Come spiega l’autore alla fine del libro, il personaggio di Barney è ispirato ad un uomo realmente vissuto, il dottor Janus Korczak, un medico polacco che dedicò la propria vita ai ragazzi e che morì insieme ai bambini ebrei dell’orfanotrofio che dirigeva nel 1942.
Una volta… La storia di Felix_di Morris Gleitzman, Mondadori, p. 199
da 10 anni