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Salviamo Said

9788807921223
Siamo ancora agli inizi. Sì, all’inizio della scuola…. novembre è ancora l’inizio, per chi va in prima media. E Said sta affrontando la prima media in una scuola della periferia parigina.

Per aiutarsi intende scrivere ogni mese un componimento con le parole ‘giuste’, quelle appropriate, precise, come gli ha insegnato la sua maestra Nadine, perché Said è sempre stato un bravo alunno e la maestra gli faceva i complimenti, come al suo amico Antoine. Said e Antoine amano andare a scuola.
La Camille Claudel, com’è?
Alla Camille Claudel ci sono 1200 allievi e molte ‘bande’ di ragazzi. Said si sente ‘piccolo piccolo, proprio per niente grande…..’ Said pensa ‘La Camille Claudel è come casa mia. La TV è sempre accesa, ci sono voci che bisbigliano o gridano, è un film di guerra senza fine.’ Said ha un gran bisogno di pace (e chi non ne ha?)
Nelle pagine del suo diario riporta, dal vocabolario, il significato di PAROLE IMPORTANTI, un vero e proprio corso accelerato di convivenza civile e una fotografia della nuova scuola: INVETTIVA, GHIGNO, ARRENDERSI, BARAONDA, AMMONIMENTO, RECALCITRANTE, DIGNITA’, LIBERO, DISPREZZARE, POSTERI, SCAGNOZZI, GUARDARSI IN CAGNESCO, BABELE, MARMAGLIA, CONSOLAZIONE.
E’ così difficile stare a scuola per il bravo alunno Said……si impegna sempre meno.
"Potrei essere promosso molto bene se lo volessi, dice la Beaulieu. Non capisce che io lo voglio, con tutte le mie forze, ma che di forze ne ho sempre meno. ….Non se la immaginano nemmeno la mia vita fuori dalle pareti di cartone della classe. Una settimana fa la mia famiglia si è sfasciata…"
Said vive le difficoltà della sua famiglia musulmana: un fratello che vive a margini, i genitori legati ad una tradizione che non li aiuta, la sorella che se ne va e Mounir , il più piccolo di sette anni, che è sordo per paura.
‘Anche se la scuola mi piace sempre meno, ero contento di tornarci per stare un po’ lontano dalla mia famiglia. Per una volta avevo ragione.’
Al rientro dalle vacanze natalizie, lo aspetta una gita a Parigi con la classe. La gita, bellissima, apre davanti a Said un mondo affascinante e impossibile, sottolinea la sua ESCLUSIONE. Vive in una banlieau, frequenta una scuola della banlieau, suo padre si è arreso, suo fratello è alla deriva, il cugino Tarek vuole lui, Said, proprio Said, nei suoi traffici e Antoine, il suo amico, lo lascia, lascia la Camille Claudel, dove ci sono 1200 allievi e molte ‘bande’ di ragazzi, per andare alla Van Gogh e studiare meglio, in un’altra zona, con 300 alunni. Come può farcela il piccolo Said’
‘Ho visto anni grigi e rumorosi scorrermi davanti, anni se non secoli’
‘Non scrivo quasi più. Mi vengono sempre meno parole, ho la mente vuota….ho saltato la scuola, non ho sopportato di rivedere Bogdan, Jonathan e gli altri, di essere invaso ancora dal rumore, di sapere che non avrei potuto concentrarmi, mai più. Alla fine della giornata, sono andato al parcheggio, ho aspettato il professor Théophile, ed è a lui che ho dato il mio quaderno, senza dire una parola.’

Said affida il diario del 1° anno al suo insegnate di fiducia, il professor Théophile, perché spera in lui.
Perché leggere questo libro:
Leggere questo libro è affinare lo sguardo, aprire le orecchie, disporre la mente per vedere e capire chi ci sta intorno, per non perdere occasioni preziose, compagni di valore che ci passano sotto il naso senza che ce ne accorgiamo. E’ stare un po’ insieme a Said, sperando di non lasciarci sfuggire le situazioni reali che quotidianamente ci circondano.

Salviamo Said di Smadja Brigitte, Feltrinelli, 2008

Età di lettura: dagli 11 ann.

 

 

 
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