Tutti chinarono la testa sul foglio, tranne me. Non è facile descrivere la bellezza di Gabriela. Sembra... Sembra Miss Portorico.
Me la immaginavo in costume da bagno, con lo scettro e la coroncina. L’avevo vista in costume, una volta. Stavo nuotando a dorso in piscina e quando ero arrivato dalla parte opposta della vasca l'avevo vista in piedi sul bordo, in costume. Era bellissima! Dopo qualche minuto i miei compagni cominciarono a uscire lasciando i fogli sulla cattedra (...) ma io non avevo fretta. Guardavo il foglio mentre sentivo i passi di Gabriela che si avvicinavano e poi si allontanavano nuovamente. Quando era vicina, sentivo il suo profumo. Era buono. E quando mi superava, la guardavo da dietro. Non voglio essere volgare, perché Gabriela mi piaceva davvero, ma aveva un sedere più bello di quello di Jennifer Lopez. Ben presto rimanemmo in pochi in aula, e io continuavo a scrutarla di nascosto. A un certo punto alzai gli occhi e mi accorsi che mi stava fissando. E per qualche motivo non mi riuscì di distogliere lo sguardo. “Hai difficoltà, Roberto?” Mi chiamava Roberto. “Be’...” risposi io. In un attimo mi ritrovai il suo volto bruno a pochi centimetri dal mio. “Hai già fatto questo esercizio tante volte, senza mai sbagliare. Guarda...” Iniziò a spiegarmi come fare, ma io non sentivo nulla. Sentivo solo il suo alito contro la guancia e inspiravo lentamente il suo odore. Sulle prime mi girava un po’ la testa. Poi moltissimo. E che caldo! Perché non aprivano mai una finestra? Non sentivano il caldo che faceva? “Hai capito, Roberto?” Quando mi votai per guardarla, riuscii a vedere tutto il mio viso nei suoi grandi occhi castani. “Roberto?” “Sì.” Lei ridacchiò e si allontanò sorridendo. Ero così esausto che mi dovetti reggere la testa tra le mani. Io però sapevo di piacerle. Mi chiedeva sempre di fare qualcosa, come portare scatole o pulire la lavagna e lo chiedeva solo a me. Lo sapevo che non era solo una cotta da studente. Anche se avessi avuto venti anni più di lei, Gabriela mi sarebbe piaciuta lo stesso. E poi stavo per compiere tredici anni, era ora di cominciare a uscire con una ragazza.
da Sganciando la luna dal cielo, di Gregory Hughes, Fletrinelli Kids 2011 dai 12 anni (pp. 39_40)