Come può un uccello nato per vivere libero e felice cantare rinchiuso in gabbia? (William Blake)
Michael, ragazzo come tanti, si sente molto solo e chi può essere preoccupato di ciò che sta vivendo? Insieme alla sua famiglia ha traslocato ed è andato a vivere in una bella casa con un bel giardino che necessita però di molto lavoro. Michael non può più vedere i vecchi amici, ormai lontani, e si sente solo. Ha cambiato scuola ma, soprattutto, ha una sorellina che assorbe le cure dei genitori. La sorella di Michael è ammalata e sta trascorrendo molto tempo all'ospedale accudita da mamma e papà.
Mina, una ragazza decisamente originale, come la madre. Mina non frequenta la scuola, trascorre gran parte del suo tempo su un albero e qui disegna tantissimo.
Michael e Mina, i protagonisti della nostra storia, in breve tempo diventano grandi amici. Scoprono di avere in comune la voglia di raccontarsi i loro mondi segreti, le loro preoccupazione anche apparentemente assurde. Già, perché è difficile credere alle tante fantasticherie di Mina, seguirla in quel luogo assurdo che tanto ama, la soffitta della casa pericolante. Là Mina osserva i gufi selvatici che volano, nutrono i piccoli e crescono. Michael non è da meno da quando ha scoperto una strana creatura vivere all'interno del suo nuovo garage. Non so esattamente cosa sia, un uomo certamente, ma non del tutto tale. Bianco e freddo come un cadavere, avvolto di ragnatele e scarafaggi, in parte vivi ed in parte morti, parla con voce roca e affaticata e sembra non riesca a muoversi, come se un artrite gravissima gli impedisca i movimenti.
Sembra assurdo, impossibile.
Accesi la torcia, presi fiato ed entrai.
Subito ricominciò il rumore di qualcosa che strisciava via raspando. Qualcosa mi passò sul piede e quasi lasciai cadere il cibo. Arrivai alle casse e feci luce nello spazio dietro esse.
« Di nuovo tu? » disse lui con voce gracchiante. « Pensavo te ne fossi andato? »
«Ti ho portato una cosa »
Lui aprì gli occhi e mi guardò.
«Aspirina » dissi. « E il ventisette e il cinquantatré. Involtini primavere e maiale in agrodolce. »
Lui rise, ma senza sorridere
« Non sei stupido come sembri commentò »
Gli allungai la vaschetta oltre le casse. Mi accovacciai vicino a lui. Gli tenni la vaschetta e con la torcia illuminai il cibo. Lui ci mise un dito, poi lo leccò e fece un verso. Ce lo rimise e sollevò un lungo filo viscido di germogli di sosia e salsa. Tirò fuori la lingua e leccò. Succhiò via qualche pezzo di maiale e di funghi. Si cacciò gli involtini in bocca. La salsa rossa gli sgocciolò giù dalle labbra, lungo il mento e sulla giacca nera.
« Aah » fece. « Uuh »
Sembrava che gli piacesse o che stesse male o tutte e due le cose insieme. Gli avvicinai la vaschetta al mento. Lui inzuppava, leccava e mugolava.
Aveva le dita storte e tozze. Le nocche erano gonfie.
« Mettici dentro l'aspirina » disse.
Ne misi due nella salsa e lui le prese e le buttò giù.
[...]
Il merlo sul tetto cantava sempre più forte.
« C'è un dottore che viene a visitare mia sorella » dissi. « Posso farlo venire anche qui da te »
« Niente dottori. Nessuno ».
« Chi sei? »
« Nessuno »
« Posso fare qualcosa? »
« Niente »
« La mia sorellina è molto malata »
« Aah! Bambini! » « Puoi fare qualcosa per lei? »
« Aah! Bava, sporcizia, vomito, lacrime »
Sospirai. Era inutile.
« Mi chiamo Michael. Adesso vado. Posso portarti qualcos'altro?»
Ruttò di nuovo. Gli puzzava l'alito. Non solo per il cinese, ma anche per le altre cose morte che aveva mangiato, i mosconi, i ragni. Fece un rumore con la gola come se stesse soffocando e poi si staccò dal muro, inclinandosi in avanti, come per vomitare. Gli misi la mano sotto la spalla per reggerlo. Sentii qualcosa, qualcosa che era tenuto stretto alla giacca. Lui ebbe un conato. Cercai di non respirare per non sentire il suo odore. Allungai la mano sulla schiena e sentii qualcosa anche sotto l'altra spalla. Come braccine piegate, elastiche e flessibili. Ebbe un altro conato di vomito.
« Chi sei? »
Il merlo continuava a cantare. Pag. 30-31
Chi sei? È la domanda che tormenta Michael e Mina. Skellig risponderà, nello stile che lo caratterizza, svelando, con poche parole e molti fatti, la sua vera identità. Nello stesso tempo, Skellig. mostrandosi per quel che veramente è, porrà ai ragazzi la domanda e voi chi siete? Chi vorrete diventare?
Skellig venne pubblicato per la prima volta nel 2000. Ora l'editore Salani lo ripubblica con una nuova copertina ed una nuova traduzione. Davvero un bel libro, di scoperta, trasformazioni, desiderio di libertà e di essere se stessi.