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FLibro di novembre

 

9788883731839g

 

 

 

 



Il più grande calciatore di tutti i tempi
,
di Germano Zullo, LaNuovafrontiera junior 2011,
da 12 anni

 

Immagina che a casa tua il pallone sia un oggetto essenziale come il frigorifero e che tuo padre sia convinto delle tue eccezionali doti calcistiche. Immagina di essere sicuro di diventare uno dei più grandi giocatori di calcio di tutti i tempi, di giocare come mediano difensore in una squadra juniores che gioca un sofisticato 4-1-3-2 e che ti venga riconosciuto il talento di rubare agli avversari una quantità impressionante di palloni. Poi nel derby, nella partita che tutti aspettano, contro la squadra che avete battuto per quattro volte di fila, l’errore. Anzi, sbagli inutili moltiplicati che costano alla squadra la sconfitta e a te le lavate di capo degli allenatori, l’umiliazione da parte dei compagni, la panchina. Esattamente quello che succede al protagonista di questo romanzo che perde improvvisamente il diritto a sbagliare. Allora anche il calcio, la sua grande passione, diventa un dovere, come la scuola. E tutto quello che non ha senso nella sua vita si aggroviglia: suo padre che non sa dei brutti voti a scuola e si aspetta che lui vada all’università, sua madre che incontra una volta al mese al ristorante, gli amici che lo emarginano. L’unica strada allora è andare via.

Me ne vado e non so neanche dove. Me ne vado il tempo che se va la verifica di matematica. Me ne vado il tempo che se ne va la mattinata. Me ne vado il tempo che se ne va la giornata. Me ne vado.

Andarsene dalle aspettative degli altri, smettere di affrontare le verifiche di matematica e gli sguardi dei compagni, perdere la fiducia in se stessi fino a lasciare la squadra.
Sulla via di fuga (ma è uno scappare o un perdersi?) del nostro protagonista brillano due luci molto diverse e molto simili tra loro. C’è Wamai, compagno di lavoro del padre, rifugiato politico del Rwanda dove ha perso la sua famiglia. Un uomo grande e grosso che adora leggere fotoromanzi e che ama il calcio. C’è Giuliana, compagna di scuola inafferrabile che pare di un altro mondo, a cui la scuola piace, che divora libri presi in prestito in biblioteca  che sta scrivendo una storia di fantascienza, una storia di futuro.
Questo libro va di fretta, si legge veloce, cresce nell’arco di poche pagine e di un tempo breve. È rapido come il cambiamento che il protagonista sente dentro di sé, quasi fosse cresciuto troppo in fretta e stordito. È appunto come l’adolescenza, quando ti trasformi in un attimo, attraversi stadi diversi, cerchi di trovare una forma. Eppure da certe cose non scappi: anche se sei uscito dalla squadra per tua volontà, rimani un calciatore nell’animo, mantieni il dono dell’intuizione anche se lo applichi non alle traiettorie del pallone ma alle persone. Così il protagonista coinvolge Wamai, suo padre, la fidanzata di suo padre in una torneo amatoriale di calcetto, con lo scopo di arrivare primi non per desiderio di vittoria o di vendetta, ma per fierezza. Di essere l’amico e compagno del più grande calciatore di tutti i tempi.
Ah, dimenticavo: per tutto il libro l’autore non ci dice mai il nome del protagonista. Questo in una storia di adolescenza ci sta bene… è un po’ come se potessimo applicare le regole del gioco di questo ragazzo all’adolescenza di ciascuno di noi e trovare traiettorie simili.
Potete leggere questo libro come una storia che parla di calcio, come una storia di amicizia, come una storia d’amore, come una storia di crescita. Ci potete leggere dentro tanti titoli di libri che il protagonista divora in una notte perché sono i libri che piacciono a Giuliana e magari cercarli in biblioteca e scoprire che piacciono pure a voi. Poi potete andare a cercare un libro che Zullo ha pubblicato per Topipittori lo scorso anno: si intitola Gli uccelli, ci sono pochissime righe di testo e dei grandi disegni di Albertine. Non fermatevi all’aspetto esteriore, non pensate che sia un albo per bambini piccoli: provate ad aprirlo e leggete la storia (tutta la storia: le parole, le illustrazioni, il non detto e la meraviglia).