Sì, sua figlia avrebbe portato la parola: la parola della collera, della tenerezza, dei racconti e delle storie. La parola di quelli e quelle che erano senza voce, lei l'avrebbe portata, sempre rinnovata, sulle strade, nei villaggi, nelle città, e, perché no, fin dentro ai palazzi. Calipso sarebbe salita ai palcoscenici per diffonderla, quella parola, il più lontano e il più alto possibile. Niente avrebbe potuto impedirglielo, niente e nessuno, poiché il suo cuore batteva come un tamburo e perché lei era sua figlia: la figlia delle battaglie pag.74
La storia_ Francia, 1500 circa, costa sud ovest: un terribile nubifragio coglie impreparato un veliero che sta navigando verso Genova. Il veliero è alla deriva ed è sbattuto dal vento e dalle onde, prova a resistere, ma invano. L'equipaggio muore, esclusa una bambina fra gli otto e i dieci anni, una bambina saracena, musulmana. Così incomincia la storia di Costanza, bambina orfana, che troverà famiglia presso mastro Martino e Clemenza, marito e moglie, gestori della locanda Il Sole d'Oro.
Visto che era muta, bisognò trovarle un nome. Sembrava dimostrare grande caparbietà: la chiamarono Costanza pag. 12
In questa nuova casa Costanza cresce, diventa ragazza, e la sua presenza riempie la vita della locanda. Costanza è bella, gentile, laboriosa, gioiosa, insomma Costanza è vitale e, con la sua presenza, riempie le giornate di quella locanda molto trafficata e frequentata da uomini e donne in viaggio. La locanda Il Sole d'Oro è luogo non solo di ristoro, ma anche di festa. Molte famiglie vanno a festeggiare matrimoni e ricorrenze e con esse anche musici vi fanno capolino. Costanza e Simone si incontrano proprio in occasione di una festa. Simone è un tamburino, e appena vede Costanza se ne innamora, per la bellezza e la luce radiosa della ragazza. Costanza, non da meno, ricambia l'amore.
Simone sapeva cantare, suonare il tamburo e guidare la danza, ma Costanza sapeva che suonava solo per lei. pag.14
L'amore fra i due giovani cresce e con esso le speranze di un futuro radioso. Esse sono spezzate, improvvisamente, dalla guerra, che costringerà Simone a partire per il lontano nord e dall'egoismo del conte, ricco nobile prepotente, che vorrebbe comperare l'amore di Costanza.
C'era la guerra densa di minacce, c'era la promessa del conte, c'erano i lunghi mesi passati senza vedersi, c'erano i loro cuori improvvisamente impazziti. C'era l'acqua calma, dai riflessi d'argento. e, tutt'intorno a loro, quella notte meravigliosa. pag 24
Trascorsa la notte Costanza e Simone saranno costretti a separarsi e lo rimarranno per molto tempo, in ansia l'uno per l'altra. La caparbietà della nostra protagonista la spingerà a partire per cercare l'amato che ha abbandonato l'esercito per diserzione e lo ritroverà ferito e malandato. Alla tristezza del distacco seguirà un bellissimo periodo di gioia. L'incontro con i viandanti zingari, la nascita di Calipso, il ritorno alla locanda Il Sole d'Oro saranno motivo di grande gioia per Costanza e Calipso e, nel contempo, di grande dolore per l'ennesimo distacco forzato che separerà ancora i due amati. Simone, infatti, viene catturato e accusato di diserzione.
Insomma, lo avrete capito, il racconto di Francois Place, bellissimo, è un fiaba vera e propria, con un finale finalmente lieto e rasserenante. La fine non ve la raccontiamo. Vi diciamo che vi saranno altre pene e altre gioie.
Finalmente un racconto con un bel lieto fine, non stucchevole e banale, tutt'altro, desiderato e fortemente voluto da tutti color che lo leggeranno.
Perché è l'FLibro del mese di marzo_ perché Francois Place ci regala una storia raccontata con parole non banali, non usurate, ma piene di significato; perché Francois Place è un grandissimo illustratore, capace di creare immagini mirabili. Egli affianca alla storia raccontata con le parole, illustrazioni meravigliose, veri e propri quadri, acquarelli che incantano per la delicatezza dei colori, la ricchezza dei particolari e l'ampiezza della descrizione. Le tavole che affiancano il testo si possono considerare racconto autonomo, potrebbero fare a meno delle parole, possiedono una loro autonomia narrativa e una completezza e ricchezza che incanta e cattura; perché i nostri occhi e il nostro sguardo approdano a immagini che non finiscono mai di raccontare e, ogni volta che le osservi, scopri sempre qualcosa di nuovo, di diverso; perché nella storia incontriamo il Pittore di insegne,
che portava a spasso per la regione la sua sagoma famelica e i suoi talenti scarsamente rimunerati pag. 16
Un giorno Calipso gli chiese se si nascondesse perché ugonotto, il Pittore rispose ridendo che
non era né ugonotto, né cattolico, né niente del genere; in altre parole, era un pazzo bell'e buono, in quel paese dove la gente si ammazzava a vicenda per compiacere il dio degli uni o degli altri. Lui si occupava di far conoscere alla gente i libri, il che significava introdurre in quel frastuono di imprecazioni qualche brano di silenzio, abitato dalla sola e fragile parola umana. pag 54
perché credo che molti vorremmo essere come Calipso che il Pittore d'insegne, dal suo lontano esilio, continuava a proteggere.
Le faceva arrivare libri e lei capì che non avrebbe più potuto fare a meno di quel nutrimento, che divorava fino a tarda notte. pag70
Il libro è molto bello e lo consiglio a:
i bambini di 6 anni, accompagnati da un adulto che legge loro e fornisce spiegazioni;
i bambini di 9 anni, letto per conto proprio, con qualche successiva spiegazione da parte di un adulto;
tutte le persone oltre gli 11 anni
Per avere qualche sintetica informazione sull'autore vai qui, troverai una brevissima biografia in francese e i libri scritti e/o illustrati da Place.
Come sempre, anche per il mese di marzo abbiamo aperto una discussione dedicata al libro del mese. Qui trovi il topic a cui puoi dare il tuo contributo.
François Place, La figlia delle battaglie, L'Ippocampo, 2008, 80 pagine cartonato e dorso di tela, 30,5 x 21 cm