
Lo sfigato
di Susin Nielsen, Rizzoli 2009, p. 251
Ecco da dove viene il mio nome. Ambrose. Era il nome del mio papà. Viene dal greco “Ambrotos” e significa “divino, immortale”.
Una volta ho fatto notare alla mamma l’ironia della cosa. Le ho detto: «Buffo, no, scoprire che il papà non lo era? Immortale voglio dire.»
La mamma non lo ha trovato affatto buffo._p. 28
Vi è mai capitato di sentirvi davvero sfigati?
Ok, il termine non è il massimo, e neanche messo lì in copertina a mo’ di titolo suona tanto bene. Anzi è proprio brutto. Però come si traduce il “nerd” del titolo originale? Come si racchiude in una parola quella sensazione che ti fa sentire davvero davvero… sfigato? E allora, vada per Lo sfigato, titolo così così, ma libro bello davvero!
Il protagonista di questa storia è talmente sfigato da potersi permettere di iniziare a raccontare la sua storia così: Il giorno in cui sono quasi morto, il cielo era di un bel blu brillante.
Si chiama Ambrose Bukowski, ha 12 anni e una splendida collezione di tappi di bottiglia. Li raccoglie per strada e ne trova davvero tantissimi: del resto, niente di più facile se si passa la vita a guardare per terra, a tenere lo sguardo basso nella speranza di non essere notato, di diventare improvvisamente, miracolosamente invisibile. Ambrose è fuori posto e fuori moda: veste con improbabili magliette comprate ai mercatini e dalle scritte un po’ ridicole (sei la mamma migliore del mondo gli è costata qualcosa di più di una presa in giro); ha delle scarpe Ike, imitazioni cinesi che costano metà della metà di quelle più famose (in fondo manca appena la N).
Ma c’è di peggio: il papà è morto prima che lui nascesse, la mamma è tremendamente apprensiva e cambia posto di lavoro di continuo, costringendo Ambrose a continui trasferimenti. Amici niente, ma in compenso tre solidi nemici: i Tre Marmittoni – i bulli della sua classe – che lo hanno decisamente preso di mira e nel famoso giorno in cui il cielo era di un bel blu brillante gli infilano delle noccioline nel panino e lui finisce all’ospedale. Esagerato? No, perché se sei sfigato fino in fondo il minimo che ti può capitare è di essere allergico alle noccioline, talmente allergico che una può bastare per rischiare di andare all’altro mondo.
Insomma, non c’è speranza: persino il preside lo considera troppo problematico per la sua scuola e gli suggerisce di ritirarsi per studiare a casa.
E qui comincia la nuova vita di Ambrose, solo tutto il giorno, in mezzo alle proibizioni della madre: non aprire agli sconosciuti, non allontanarsi da casa, non fare questo e quello e, soprattutto, non parlare col figlio dei padroni di casa. Già Cosmo, 6 mesi appena passati in carcere per qualche ragione misteriosa.
«Che cosa hai fatto?» ho chiesto.
Lui mi ha guardato dal basso verso l’alto, strizzando gli occhi controluce.
«Perché ti hanno messo in gattabuia?»
Cosmo ha inarcato un sopracciglio. «Gattabuia?»
Ho annuito. «Dovrei temere per la mia sicurezza?»
Mi ha studiato per un secondo. Poi, a bassa voce, ha chiesto: «Vuoi davvero che te lo dica?»
Ho annuito di nuovo, anche se il dito gelato dal terrore mi stava strisciando piano piano lungo la schiena.
Cosmo si è guardato intorno per essere sicuro che non ci fosse nessuno ad ascoltarci. «Mi hanno condannato per aver ucciso un ragazzino della tua età, a occhio e croce. Un ragazzino che faceva troppe domande stupide. E così un bel giorno ho perso il controllo.»
Poi, velocissimo, ha afferrato qualcosa e me l’ha puntato contro. Ho pensato che me la sarei fatta addosso. Mi sono abbassato per schivare il colpo ma era troppo tardi. Ero stato preso in pieno...
Dall’acqua. Della pompa. E in pochi secondi ero fradicio.
(...)
Ero abbastanza sicuro che Cosmo mi avesse preso in giro con quella storia del ragazzino ucciso. Ma non tanto sicuro da non barricare la porta con una sedia. Così, tanto per non correre rischi_ pp. 62_63
Può esserci storia tra quei due? Il rude Cosmo e il molle Ambrose, 25 anni il primo e 12 il secondo, lo sbandato e l’iperprotetto. No, non si direbbe: «Non te l’ha mai detto nessuno che sei fastidioso?» gli dice Cosmo. E invece...
E invece ce li ritroviamo amici e perfino conniventi, complice il gioco dello Scrabble, o Scarabeo, di cui Ambrose è un grande appassionato, e complice soprattutto Amanda, direttrice del club di Scrabble, bella, simpatica, dell’età giusta per Cosmo, con un gran fisico, un gran sorriso e... anche un bel paio di tette.
Tutto risolto, dunque? Certo che no, perché Ambrose ancora non ha risolto i problemi con la mamma, che non sa nulla degli appuntamenti con Cosmo; perché Amanda non è una che si conquista facilmente e perché Cosmo deve ancora affrontare l’ombra che lo perseguita,
Che tipo, Ambrose! In questo libro combina di tutto: dice bugie (a fin di bene, a fin di male), dorme in un gabinetto, ha un fratello per una sera a settimana, organizza incontri tra anime gemelle, indossa pantaloni di velluto viola e calzini arancione, scappa, cerca di far soldi con le gare di Scrabble, impara a rispettare le regole, impara che le regole a volte si devono infrangere per poter mettere le cose a posto. E che spesso si scappa per un motivo soltanto: tornare in un posto che si possa davvero chiamare casa.
Diciamolo: ci piace Ambrose, perché ci fa ridere e ci commuove, perché ci sembra lontano ma anche vicinissimo, ci sembra altro da noi ma soprattutto ci sembra noi. Sì, Ambrose non siamo noi, ma molto spesso noi siamo come lui.
Susin Nielsen fa la sceneggiatrice di serie per la tv. Dice in questa intervista che anche lei ama giocare a Scarabeo, ma solo a livello amatoriale, quindi ha dovuto informarsi bene prima di scrivere il libro. Adesso sta scrivendo un altro libro, questa volta la protagonista è una ragazza è il titolo suona più o meno così George Clooney, per favore, sposa la mia mamma!
Se poi, oltre a leggere, avete voglia di giocare, seguite il consiglio di Ambrose: giocate a Scrabble (in italiano Scarabeo). Potete farlo divertendovi a mescolare le lettere che formano il titolo di cisscun capitolo, per formare nuove parole. Lo stesso potete fare giocando col titolo del libro:
OASLITGFO
foglio, sfoglio, liso, fagiolo, falso, goal, foto, fato, salto, sali, salito, alito, gita, agito, solito
LO SFIGATO
Oppure e finalmente, potete comprare la scatola del gioco (soldi spesi bene) o farvela regalare (Natale alle porte). E se volete saperne di più – regole, tornei, trucchi – sullo Scrabble, potete guardare qui .
Dopo di che il premio per il MIGLIORE ESORDIENTE non potrà sfuggirvi. Se ce l’ha fatta Ambrose...
N.B.: oltre che appassionato giocatore di Scarbble, Ambrose è un gran lettore e, nel corso del libro, si dedica ad alcuni libri che pure noi vi raccomandiamo. Seguite dunque i suoi consigli e leggete Il re dei ladri e Cuore di inchiostro, di Cornelia Funke, Bud non Buddy di Christopher P. Curtis (che dovete cercare in biblioteca perché ormai fuori catalogo), Il giovane Holden di J. D. Salinger.
Ambrose, allora: : fuori posto, fuori moda... fuorilegge.
Età di lettura: da 13 anni.
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