
Guardai Barry Bagsley, laggiù, rannicchiato contro lo schienale della sedia (…) Le sue labbra continuavano a formare parole e frasi, ma le uniche che riconobbi furono “No”, “Non lo fare” e “Per favore”. Lo fissai dritto negli occhi: tutta l’arroganza era svanita, non restava altro che timore, angoscia. Erano gli occhi di uno che sa di non avere più scampo
Sì, lo so cosa avevo detto: che gliela avrei fatta pagare, che nulla mi avrebbe fermato. E allora, cos’era successo? Perché non ero andato fino in fondo?
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La storia_Se ti chiami Ismaele, se ti senti timido e imbranato, se nella tua scuola c'è un certo Barry Bagsley, di professione attaccabrighe e prepotente, la vita può essere un osso duro da affrontare. E infatti è dura per Ismaele Lesogne, che si sente un brutto anatroccolo senza lieto fine e per di più è nel mirino di Barry. Ma poi nella scuola arriva Scobie, in apparenza più brutto anatroccolo di Ismaele, ma con un coraggio da leone e pronto a sfidare Barry con le armi della parola. Tutto risolto? No, perché un giorno Scobie lascia la scuola... e Barry resta. E tu devi cavartela da solo.
Perché è il FLibro di dicembre_Perché è uscito ad ottobre e dunque è nuovo nuovo. Perché Bauer scrive bene e racconta meglio. Perché il libro diverte ed appassiona. Perché in ogni scuola c’è uno come Barry e in ogni scuola c’è uno come te, che si sente un po’ Ismaele. Perché c’è la signorina Tarango, una di quelle prof che «ti facevano proprio venir voglia di tornare a scuola». Perché c’è Kerry Faulkner, che è perfetta. E c’è Ismaele, che è imperfetto. Perché sì.
Allora, cosa aspetti? Leggi anche tu Non chiamatemi Ismaele e facci conoscere il tuo parere scrivendolo qui, sul FLorum, dove abbiamo aperto una apposita discussione.
Il FLibro e il suo FLettore_Ok, l’abbiamo già scritto, la prof Tarango ci piace. E ci piace il compito che assegna alla sua classe, Per questo glielo prendiamo in prestito e lo assegniamo a voi: ma in forma di gioco e non di compito . Leggete, per ora, e ci ritroviamo alla fine:
Mi stavo sollazzando al pensiero quando al signorina Tarango distribuì a ciascuno un foglio intitolato Cinque cose speciali che so di me.
— Scrivete ciò che volete, ma niente di noioso. Non voglio roba tipo: “ho i capelli castani” oppure: “Ho due sorelle.” Pensate prima di scrivere. Cercate di essere creativi. Queste cinque cose speciali possono essere serie o buffe, importanti, leggere, o come volete voi, basta che siano vere. Per esempio, potete aver vinto qualche premio. Magari una volta avete trovato uno scarafaggio nella torta che stavate mangiando, oppure, peggio ancora, mezzo scarafaggio. — Mugugni disgustati della classe. — Forse conoscete, o avete incontrato, un personaggio famoso, oppure riuscite a toccarvi il gomito con la lingua (…).
Ecco la lista delle Cinque cose speciali che so di me che ho compilato:
1. mia sorella è un genio;
2. mio padre suona in un gruppo chiamato i Dugongy;
3. mia madre è consigliere comunale;
4. a dieci anni, quando facevo il chierichetto, svenivo durante le funzioni;
5. odio il mio nome.
La signorina Tarango disse che le risposte l’avrebbero aiutata a conoscerci più in fretta, a imparare qualcosa di noi. Non credo che avrebbe imparato qualcosa di me leggendo questa lista…_pp. 30_31
Ecco, anche noi vogliamo conoscervi più in fretta e imparare qualcosa di voi. Dunque, siate creativi e compilate la vostra lista delle Cinque cose speciali che so di me: potete scriverla e pubblicarla qui, sul nostro FLorum. Magari, se vi riesce, un po’ più personalizzata di quella di Ismaele. Facciamo a chi fa la lista più bella?
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