FLibro di gennaio

La vera storia di Capitan Uncino
di Pierdomenico Baccalario,
Piemme Junior, 2011, dagli 11 anni
Ogni volta che capita di scrivere di un autore molto presente su Fuorilegge, viene naturale porsi la domanda: ma non è troppo?
Non lo è, quando dalla penna (o dalla tastiera) dell’autore sbucano libri come La vera storia di Capitan Uncino. È con questo libro dal sapore antico che apriamo il nuovo anno di letture Fuorilegge, e con Pierdomenico Baccalario, che ne è l’autore, e con Capitan Uncino, che è (ma anche che non è) il protagonista di questa bellissima avventura.
Sapore antico, dunque: di pirati e giungle oscure, di principesse indiane e cacciatori di teste, di elefanti e coccodrilli, di arrembaggi alla maniera di Salgari. L’omaggio ai romanzi di Emilio Salgari (che Baccalario definisce il «mio maestro d’avventura») è completato dalla presenza tra i personaggi di James Brooke, il Raja Bianco: l'infame nemico di Sandokan nei romanzi del ciclo dei pirati della Malesia, qui interprete di una parte decisamente meno perfida.
Sapore dato anche da un tocco di mistero, di intrigo e dall’affascinante cornice storica in cui questi elementi sono collocati: è una notte d’aprile del 1829 quando, alla corte d’Inghilterra viene alla luce James Fry, protagonista della nostra storia e figlio illegittimo di re Giorgio IV. Gli intrighi di corte non possono certo permettere che il piccolo diventi l'erede al trono:
– Molto bene, dottore. (...) Allora io e voi dobbiamo andare dal re mio fratello a dargli la notizia che la povera May non è sopravvissuta e che il bambino è nato morto.
– Principe... ma questo è malvagio! – lo rimproverò la voce di uno degli altri congiurati.
– Volete forse un bastardo sul trono d'Inghilterra? – ringhiò il Principe Guglielmo fermandosi a pochi passi dal giovane dottore, che ora poteva vederlo chiaramente in viso.
Nessuno ebbe il coraggio di rispondergli.
–Verrete con me a dare la notizia? – insistette il principe.
Non era una domanda a cui si potesse rispondere liberamente.
Il dottore annuì lentamente. L'uomo che aveva davanti a sé era colui che, se non ci fossero stati altri eredi, sarebbe presto diventato re.
– Che cosa volete che si faccia, della madre e del bambino? – domandò dietro di lui Sir Robert, prima che lasciassero la stanza del sotteraneo.
– Il mare è lo sposo dell'Inghilterra... – rispose il principe. – Lasciate che si occupi anche di questo segreto. (p. 16)
Il mare. Per fortuna del neonato e della madre ( e anche per la nostra di lettori) qualcuno fa in modo che il mare non esegua il disegno di morte che è stato per loro immaginato, ma che si limti a condurli lontano, lontanissimo: il piccolo James e sua madre vengono fatti imbarcare e condotti fino alle Indie Orientali, dove, in un paesino tranquillo, James può crescere e diventare ragazzo. Ma il mare, che l'ha accolto nei suoi primi mesi di vita, esercita su James un richiamo a cui non può resistere, tanto che a tredici anni appena decide di fuggire e di imbarcarsi, dando così inizio a un viaggio e a una serie di avventure straordinarie.
– Lo vedi quell’uomo laggiù? (…) Adesso io e te gli andiamo a parlare. Si chiama Ciro, ed è il cambusiere. Sai cos’è una cambusa? (…) Magari lo scoprirai. Forse a Ciro potrebbe far comodo un mozzo che sa leggere, scrivere e far di conto.
– Stai scherzando? – rise James incredulo – Davvero faresti questo per me?
– Guarda che non ti sto aiutando… – disse Salvo. – È proprio il contrario: sto per rovinarti per sempre la vita. (pp. 84_85)
E invece no, la vita di James non è rovinata e non lo è per niente la nostra di lettori, che potremo seguire le avventure del giovane mozzo, assistere al naufragio della nave su cui è imbarcato, inoltrarci con lui nella giungla e tra le rovine di una città fantasma, sfuggire ai terribili guerrieri daiacchi, i cacciatori di teste, per poi finire a bordo delle navi di James Brooke, il Raja di Sarawak:
– Signor Brooke, questo è James. Il ragazzo di cui vi ho parlato – (…) Il Raja bianco abbassò il cannocchiale e si voltò verso di lui. Era un giovane uomo dalla fronte spaziosa, basette e capelli increspati, vestito come un sultano d’Oriente, con una casacca stretta alla vita da una fusciacca viola, in cui aveva infilato due lunghe pistole dal manico d’avorio.
Per qualche strana ragione il loro primo incrocio di sguardi fu carico di tensione. Come se i due si fossero in qualche modo riconosciuti l’uno nell’altro.
(…) – Sei inglese?
– Sissignore.
James Brooke fece una mezza risata. – E cosa ci fa un ragazzo inglese in mezzo alla giungla?
– Più o meno quello che ci fate voi, immagino: cerco di vender cara la pelle. (pp. 179_180)
L'amicizia con James Brooke riporta James a navigare. Secondo ufficiale prima, capitano poi: al comando della flotta di James Brooke, James cresce affrontando pirati e abbordaggi e va incontro al suo destino:
Il ragazzo rimase senza fiato, perdendo l’equilibrio. Vide il pirata che sollevava il parang e tentò di parare il colpo con il suo.
Spostamento d’aria.
Taglio.
E il nulla.
Il ragazzo non sentì quasi dolore.
Cadde a terra rotolando sul ponte.
Poi sollevò il braccio e lo guardò con stupore cercando la mano che reggeva il parang.
Non la vide… (pp. 217_218)
Senza una mano, James non è più lo stesso:
Era giovanissimo, ma era molto cambiato. Le battaglie sul mare lo avevano indurito e i suoi occhi azzurri che un tempo ricordavano i non ti scordar di me, erano diventati fiammeggianti. Chi lo conosceva diceva che da quando aveva perso la mano, era diventato un’altra persona. Rideva e scherzava di rado, non si sbalordiva più per le bellezze femminili, e le sue decisioni erano spesso feroci.
Ogni viaggio era una nuova sfida, in un costante combattimento tra lui e il mare. (…) Il ragazzo sognatore che amava il mare, ora lo sfidava. (pp.223_224)
Manca ancora un tassello per completare la storia di James, quello che lo condurrà a Londra, alla ricerca delle sue origini. Perché, anche se sottilissima, una traccia è rimasta della notte in cui James è nato. E qualcuno sta seguendo quella traccia. Qualcuno sta cercando James Fry. L'erede al trono.
Avventure di mare, intrighi di corte, atmosfere esotiche, eroi luminosi che si rivelano ombrosi, azione e cuore, valore e valori, il tutto confezionato con un ritmo narrativo travolgente e una scrittura che scorre fluida e avvolgente.
Cosa volete di più per cominciare il vostro nuovo anno di lettura?
Beh, magari vi piacerebbe sapere quando arriva Peter Pan?
Tranquilli: arriva. Ma non quando ve lo aspettate: non come ve lo aspettate.
Buona avventura.
P.s.: ed eccoci alla novità di fondo pagina. Da questo mese il FLibro del mese apre uno spazio per i vostri commenti. Potete leggere il libro e poi farci avere il vostro commento nell'apposito spazio che troverete a seguire. Qualche riga soltanto, o fare una vera e propria recensione o anche inserire uno smile, dare un giudizio, citare un brano. Magari – perché no? – qualche domanda sul libro a cui, chissà, potrebbe rispondere perfino Pierdomenico Baccalario.
PD, se ci sei, batti un colpo! 
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Peter Pan
Scherzi a parte... grazie del consiglio!!! Mi è proprio piaciuto.