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FLlibro di dicembre

9788817036009
L'asinello d'argento
, di Sonya Hartnett, Rizzoli, 2009, pag.215

La cima della collina era ricoperta di betulle sottili e olmi imponenti, e l'erba sotto gli alberi era alta e di un verde brillante. Adesso che aveva ripreso fiato e si era riavuta dalla sorpresa, la bambina pensò che la scoperta di quel cadavere fosse una cosa davvero emozionante. Nessuno dei suoi compagni di classe aveva mai trovato un uomo morto; suo fratello, Pascal, no di certo. Sarebbe diventato verde d'invidia a sentire che le sue sorelle avevano vissuto qualcosa di tanto incredibile mentre lui, il più grande e l'unico maschio, sedeva davanti al caminetto a mangiare pane alla cannella tostato.

C'è un bosco, c'è il mare, c'è un uomo morto.
Anzi no, è solo ferito. Peccato... Un morto nel bosco sarebbe stato molto più emozionante per Marcelle e Coco, sarebbe stato qualcosa da raccontare sgranando gli occhi e rabbrividendo. Invece è proprio il contrario: l'uomo è vivo e non si può raccontare nulla.

Perché è vivo, ma è straniero. Perché è un soldato che fugge dalla guerra per ritornare a casa. Perché è un segreto.
Marcelle e Coco non lo devono dire a nessuno, men che meno ai grandi, che non capiscono cosa vuol dire avere nostalgia di casa e avere un mare davanti da attraversare prima di raggiungerla.
Il soldato è inglese, e il bosco è sulla riva della Francia del Nord. Di fronte c'è il mare della Manica. Di fronte c'è anche il buio: il soldato ha perso la vista, forse per un incidente, forse per la stanchezza e la voglia di non vedere più gli orrori che ha vissuto.

Quando era scoppiata la guerra, si era arruolato subito, come i suoi amici. Quando lo avevano mandato oltremanica, nei Paesi fangosi in cui la guerra imperversava, era partito convito che ad attenderlo ci fossero meraviglia ed entusiasmo. La guerra, però, non era affatto come se l'era immaginata. Invece di meraviglia, aveva provato orrore. Invece di entusiasmo, gli era venuta nostalgia di casa e aveva iniziato a sentirsi solo. Ancora una volta avrebbe voluto fuggire.
Questa volta, però, non si era preso la briga di chiedere a nessuno il permesso di tornare a casa. Stavolta si era semplicemente voltato e se n'era andato, un passo dopo l'altro.


Il soldato tiene in mano un asinello d'argento: è il suo portafortuna. Ma a cosa potrà mai servire un minuscolo asinello d'argento di fronte al pericolo, al mare, alla cecità? Per il soldato, la sola speranza di salvezza sono quelle due ragazzine, che hanno promesso di portargli qualcosa da mangiare e qualche coperta per ripararsi meglio dal freddo e dalla pioggia.
In cambio, il soldato racconta: quattro storie, che scandiscono il tempo passato nel bosco. Quattro storie molto diverse, che hanno un unico punto comune: il protagonista è sempre un asino. Generoso e fedele, mite e coraggioso, conforta il dolore di chi racconta e i pensieri di chi ascolta. E la quinta storia... è quella che le contiene tutte: dalle corse nel bosco delle due sorelle, all'incredibile piano di fuga architettato di nascosto, dagli occhi stanchi del soldato fino alla luce del finale, che sorge come un'alba sul mare.

Le bambine fissarono l'asinello. Non lo vedevano più come un oggetto, ma come qualcosa di vivo e caldo. Ripensarono alle storie che il soldato aveva raccontato loro. Ripensarono ad Hazel, la mite asina di Betlemme, che aveva donato le sue ultime forze per aiutare coloro che avevano bisogno di lei. Poi ripensarono all'asino che era salto sulla cima della montagna pronto ad accettare la sofferenza per il bene degli altri esseri viventi. Ripensarono all'asino dai cento nomi, l'instancabile amico di Jack, che aveva dimostrato come la creatura più umile avesse il cuore più grande.


Non aspettatevi brusche frenate e accelerazioni continue:
L'asinello d'argento procede comodo comodo... a passo d'asino. La tensione sale un po' alla volta, dondolando la coda delle storie, e punta il muso verso il mare, verso quel progetto di fuga sull'acqua che lascia fuori tutti gli adulti, una volta tanto.
L'autrice è l'australiana
Sonya Hartnett, che nel 2008 ha vinto il prestigioso Premio Astrid Lindgren (una specie di premio Nobel della narrativa per ragazzi). Rispetto agli altri suoi libri, scritti spesso a tinte cupe e un po' spettrali, L'asinello d'argento ha uno stile molto più classico, e procede con un tono sereno e speranzoso.

Una curiosità: le note biografiche della scrittrice ci raccontano che ha scritto il suo primo racconto a tredici anni, e l'ha pubblicato a quindici... Forza, potete cominciare a darvi da fare anche voi!

Se poi i racconti del soldato nel bosco vi fanno venire voglia di sapere qualcosa di più sugli asini e sul loro incredibile mondo, potete consultare il sito www.asinomania.it, farvi quattro risate su www.raglio.com, leggere le loro storie su www.ilrifugiodegliasinelli.it e visitare www.asino.org per scoprire gli asinelli più vicini a voi!