Sono arrivate in redazione così tante “poesie da banconote” da riempirci tre portafogli. Certe erano un po' lunghe: oggettivamente su una banconota non ci sarebbero mai state. Le teniamo per una prossima idea, magari quella delle poesie da lenzuolo. Altre sono rapide, incisive e immediate e le vogliamo condividere con voi:
Non essere triste
per la pioggia.
Sii triste
con la pioggia!
Giorgia
Non so se ho capito quello che intende Giorgia: è un invito a lacrimare insieme al cielo?
In effetti sembra che il vostro sguardo punti spesso in alto, cercando sollievo:
Il cielo
guardo
per
dimenticare
le tante
delusioni.
Ma tutto
non posso
scordare!
Shahriar
E se a forza di guardare in su mentre piove vi ritrovate con le guance rigate di lacrime, nessuna vergogna, anzi: potete finalmente sfogarvi, dopo aver trovato la poesia-banconota di Fabiana.
Se ti scende una lacrima
non fermare il tuo pianto
è solo lo sfogo
di un amore infranto
Fabiana
Fabiana coglie nel segno: infatti proprio la necessità di sfogarsi è spesso all'origine di molte vostre poesie...
Mi accovaccio sulla sedia
ripasso la lezione del giorno
Non ci riesco:
penso alle mie delusioni
d’Amore
Luca
Mi sento morire
non respiro
il mio cuore è
pesante
non riesco a
dimenticare
ho perso
un vero amico
Federica Alice
Suvvia, una sventolata di leggerezza: su un pezzo da cinquanta ci starebbe bene questa poesia di Filippo, con un tono estivo ma anche filosofico, una specie di haiku da passeggio!
Con un euro in mano
mi avvicino al bancone
e, mentre guardo lontano,
compro un gelato al limone
Filippo
Rimaniamo nei pensieri profondi. Un anonimo (forse Luca?) traccia questi segni da inscrivere come parole preziose sulle banconote di carta:
Siete pezzi di carta
di grande importanza
è sbagliato dire che non valete niente
mettete scompiglio tra la gente
Queste parole di Anna suonano come un epitaffio definitivo. Se le pensate trascritte sui soldi, offrono un'autentica profezia!
Mentre questa penna
scrive una poesia,
l’umanità
la sta buttando via!
Anna
Ma no Anna, tranquilla: nessuno butta via la poesia finché ci siete voi a farla germogliare. L'importante è che la poesia continui a viaggiare, continui a essere letta, seminata in posti impensabili e non solo nei libri. Pensa quante persone serie e seriose rimarrebbero scosse se sfogliando le loro banconote si ritrovassero tra le mani questi versi bellissimi:
Ricordo cieli scuri
nuvole cariche d'acqua selvaggia
in una giornata d'inverno
Manuel
La poesia di Manuel è quasi una cartolina: ci fa vedere colori, sentire il freddo, la minaccia, la furia. E tutto in così poche parole! Le vacanze stanno per arrivare: prendete spunto da Manuel, e mandate a Fuorilegge le vostre poesie-cartolina. Quattro versi veloci, fatti di sensazioni, suoni, colori, immagini forti. Da lì dove siete. Vi aspettiamo!
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