La parola “ politica “ non è poi così cattiva come sembra a Camilla.
Camilla ha dodici anni e odia la politica perché, secondo lei, ha ucciso suo padre.
Adesso il suo cuore è diviso in due parti come una mela: una parte dolce, perché rispecchia la vita ai tempi in cui c’era suo padre, l’altra col verme, perché rispecchia come si sente ora che suo padre è morto.
Suo padre, Roby, è stato un ottimo uomo, padre e politico.
Ma ora la città, e anche alcuni amici, se ne sono dimenticati, la guardano con disprezzo e la prendono in giro. Camilla difende la memoria del padre e capisce infine il significato della parola “ politica “.
Un libro che fa riflettere su molti temi e che avvicina anche noi giovani alla politica.
Roby aveva proprio ragione: fare del bene è un boomerang, ritorna sempre indietro.
Luigi Garlando, Camilla che odiava la politica, Rizzoli, p.66
Letto per Fuorilegge da Jadranka_Avamposto Pollicino, 2 A, S.M.S. I. Calvino (PC)