Caro autore ti scrivo - In bocca al bruco (1° classificato)
Udine, 2 luglio 2011
Gentilissima Caterina,mi chiamo Chiara Bubola e sono una ragazza di tredici anni che frequenta la scuola media dell’Istituto “Gaspare Bertoni” di Udine.
Al termine dell’anno scolastico la nostra insegnante di lettere ci ha proposto di partecipare al concorso “ Caro autore ti scrivo…”. Mi è sembrata subito un’idea interessante; nella lista dei libri proposti il suo , “ In bocca al bruco”, aveva davvero il titolo più originale e ciò mi ha incuriosito. Dopo una ricerca piuttosto impegnativa nelle librerie della città, sono riuscita a trovarlo e mi sono immersa nella sua lettura.
L’ho letto tutto d’un fiato: è una storia davvero avvincente. A volte, forse, ci sono alcune situazioni poco “ realistiche”. La sequenza degli eventi è davvero incredibile, ma sembra esaudire esattamente il desiderio più profondo del lettore: chi non vorrebbe che un’esperienza come quella vissuta dai fratelli Sandro e Luisa e dalla compagna di banco di lui , Matilde, potesse realmente accadere? Tre ragazzi appassionati di lettura che decidono, in seguito ad una delusione inferta dal loro autore preferito, di scrivere loro stessi un romanzo. L’idea della trama, secondo me, è strepitosa: la storia dell’amore tra due bruchi, anzi tra un bruco e una farfalla. Mi ha divertito il suo realismo: essa infatti presenta momenti bui ( è incluso un divorzio) e momenti felici ( è previsto un lieto fine). Ho trovato originale l’idea dello pseudonimo; forse azzardata la scelta della vicina ubriacona come agente e accompagnatrice a Milano dei piccoli scrittori ( è difficile credere che dei genitori lascino dei bambini partire da soli con un personaggio simile), ma sicuramente le sue battute strampalate la rendono uno dei personaggi più divertenti del libro. Mi ha davvero sorpreso la serie degli eventi che ha determinato il successo del libro: ho notato che, anche in questo caso, il ruolo principale è di una bambina, la figlia dell’editor . Mi è parso che i “veri adulti” della storia fossero proprio i bambini : pieni di iniziativa, determinati, pronti ad affrontare i problemi ricercando insieme le soluzioni. Il personaggio che mi è piaciuto di più è stato sicuramente la piccola di 6 anni, Luisa : così schietta, diretta , entusiasta... davvero una tipa “ iperstimolata”. .
Mentre leggevo le imprese di questi ragazzi ho avuto la netta sensazione di prendere parte alla stesura del loro romanzo. Ecco, credo che questo sia il suo merito più grande come autrice: lei è riuscita a stabilire con il lettore un “ filo diretto”, anche attraverso il suo linguaggio semplice; è come se gli avesse aperto una porta per consentirgli di partecipare , in prima persona, all’avventura. Almeno questo è successo a me: quando è arrivato il momento dell’intervista finale, dove finalmente veniva svelato che il libro di successo era stato in realtà scritto da tre bambini, ho letteralmente tenuto il fiato sospeso…Ho provato il loro disagio, avrei voluto essere là per rassicurare i tre piccoli autori. Ho provato ammirazione per Sandro che, sostenuto dalla sua amica Matilde, è riuscito a dare il meglio di se stesso: ognuno di noi, se sostenuto dalla fiducia delle persone che stima e a cui vuole bene, può dare il massimo, non crede anche lei?
Le sue introduzioni ai capitoli sono state molto interessanti ( almeno ora mi sono più chiare le diverse fasi che precedono la pubblicazione di un libro), ma ciò che mi ha colpito di più è stato il loro tono piuttosto dolce, quasi amichevole…sono riuscita ad immaginarla in cucina in tuta e ciabatte davanti al computer. E’ stato piacevole, quasi familiare e a dir la verità è la prima volta che mi succede mentre leggo un libro e , per me, questo è un altro suo grande merito!
Mi creda Signora Caterina, il suo libro è stato davvero un’esperienza piacevole ! Quando Alessandro sarà cresciuto e leggerà “ In bocca al bruco” ne rimarrà colpito e così tutte le persone che avranno la fortuna di leggerlo: lei ha ragione …i libri servono a durare nel tempo e a regalare ai lettori emozioni preziose.
Spero di poterla incontrare un giorno , ma se anche così non fosse, è stato un piacere “conoscerla” attraverso il suo libro.
Cordiali saluti
Chiara Bubola


