Caro autore ti scrivo - Gli ultimi eroi (3° classificato)
Cara Licia,
mi chiamo Silvia Aldrovandi e sono un'accanita lettrice di romanzi fantasy. Ho letteralmente divorato i tuoi libri e anche ora, a distanza di tquasi quattro anni, continuo a rileggerli, scoprendo ogni volta nuovi dettagli.
Ho letto il tuo primo libro, “Cronache dal Mondo Emerso – Nihal dalla terra del Vento” quando avevo ancora dieci anni, su insistenza di mia madre. In un primo momento, forse per ripicca nei confronti di questa, ho seguito le vicende di Nihal con annoiata attenzione. Ma pagina dopo pagina la storia della mezzelfo mi è entrata dentro. Dire nel cuore è poco; credo di averla addirittura sognata, un paio di volte.
Inutile dire che mi sono messa a piangere quando, quattro libri più tardi, Lornerin vede Sennar disperarsi su una tomba coperta d'edera.
Ma in questa lettera non sono qui per ricordare i tuoi primi capolavori, bensì l'ultima saga.
Per me “leggende del Mondo Emerso – Gli ultimi eroi” è stata la ciliegina sulla torta. Il titolo è quanto mai appropriato, perché tutti i personaggi dal primo all'ultimo, dal più puro al più tormentato compiono atti di assoluto eroismo, di una categoria che molti critici descriverebbero epico.
Devi sapere che sono stata io, anche se purtroppo non posso dimostrarlo, a curare la pagina di questo libro su “Wikipedia, l'enciclopedia libera”. Ne ho scritto la trama come meglio potevo (contiamo che ho solo 14 anni), ma continua a non essere abbastanza. Non importa, riuscirò a renderla perfetta, prima o poi.
Scrivere però una recensione è piuttosto difficile, proprio per questo motivo. Posso solo dire che Adhara, la Consacrata che non vuole esserlo, decide di assolvere al proprio compito, percorrendo da una parte all'altra il Mondo Emerso, anzi addirittura le Terre Ignote, , in cerca di un'arma adatta a sconfiggere il Marvash. Cercherà disperatamente di rinnegare i propri sentimenti per Amhal, uno dei Distruttori e il suo opposto, ma alla fine sarà disposta a sacrificarsi con lui per il bene del Mondo Emerso.
Ecco. La praola simbolo di questo libro secondo me è Sacrificio.
La frase sul retro del libro cita “un sacrificio sta per consumarsi, un prodigio sta per compiersi”, ma in realtà l'atto di immolazione di Adhara non è l'unico, e forse neppure il più toccante.
Dubhe si sacrifica nel tentativo di uccidere Kryss, il potente re degli elfi, ben sapendo che non ci sarebbe riuscita.
San sacrifica tutta la sua vita a rincorrere il sogno di poter rivedere e riabbracciare Ido, ma quando ci riesce capisce il proprio errore.
Kryss si sacrifica per poter ridare al suo popolo la propria patria, senza però capire che gli elfi non la volevano veramente indietro.
Shyra si sacrifica nel tentativo di vendicare la morte della sorella, segregata e portata alla pazzia dallo stesso Kryss. Amina sarebbe disposta a farsi uccidere per riportare a casa il corpo della nonna, affrontando qualsiasi pericolo con la sfacciataggine di chi sa che, se non sarà in grado di portare a termine il compito, non meriterà più di vivere. Amhal, come Adhara, capisce che il suo amore per lei supera qualsiasi vincolo magico, qualsiasi destino impostogli, e alla fine, finalmente libero, si sacrifica per distruggere San. Insieme a li.
Credo che l'amore tra Adhara e Amhal sia tra i più sofferti di cui abbia mai letto,a esclusione di quello presente nella saga degli “Shadowhunters” (a proposito te lo consiglio con il cuore). Sapere quello che l'altro è, ma non riuscire lo stesso a dimenticarlo dev'essere la cosa più dolorosa che possa capitare a un essere umano. O semi umano. Persino Amhal, annebbiato dalla magia del medaglione elfico, continua dentro di sé ad amare la Sheireen, combattendo finché può contro il dominio di esso sui suoi pensieri.
Ho comprato questo libro il giorno stesso della sua uscita. L'ho letto quasi con furia, attendendo di scorgere la famigerata pagina senza numero quasi con ansia, temendo forse che “Gli ultimi eroi” non sarebbe mai finito, che forse la mia agonia personale di scoprire cosa sarebbe successo si sarebbe prolungata per l'eternità.
Ma poi Amina mi ha fatto capire che Marvash e Sheireen non ci sarebbero più stati, che la lunga serie di pace e speranza, e poi ancora buio e disperazione, come spiega tristemente Sennar dopo la Battaglia d'Inverno, si era conclusa. Che Licia Troisi non avrebbe più scritto del Mondo Emerso. Che ogni lettore avrebbe dovuto accontentarsi, per così dire, di quei nove magnifici tomi, di scrutare con la nostalgia che si riserva ai ricordi più belli e che non torneranno mai più quelle incredibili copertine (sia sempre lodato Paolo Barbieri e i suoi disegni).
Posso dire quasi con certezza che questi libri hanno avuto un ruolo importante nella mia carriera scolastica delle medie. Non solo per il loro contenuto e per il modo analitico e perfetto in cui ogni personaggio o circostanza è stata descritta, ma anche per le illustrazioni di questo impressionante artista italiano. E' infatti grazie a lui che ho imparato a disegnare volti e corpi umani. E mi dicono che ho imparato molto bene.
Questa quasi non sembra la recensione di un libro, ma una lettera confidenziale. Perché è in questo modo che la vedo io, come una lettera che ti scrivo, cara Licia, per farti sapere che il Mondo Emerso ha una fan in più. Senza contare il piccolo club che ho formato con le mie amiche.
Quindi concludo qui questa mia “recensione” per te. Spero che passi il filtro della giuria con successo perché arrivi a te. Spero che tu la legga e che magari ti piaccia. In ogni caso, sappi che, mentre rileggevo “Gli ultimi eroi”, quasi riuscivo a vedere ogni minuscolo particolare di una scena, quasi fosse davvero lì, a respirare con Adhara l'aria delle Terre Ignote, o a combattere l'ultima battaglia di Dubhe con lei. Quasi fossi sempre vissuta nel Mondo Emerso e che la sia possibile fine potesse significare anche la mia.
Un grande saluto per la “regina del fantasy italiano”.
Silvia Aldovrandi, terminata la 3a media presso la G. B. Tiepolo di Udine.


