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Home / Festival / pordenonelegge.it 2011 / Caro autore ti scrivo - The Forzen Boy (3° classificato)

Caro autore ti scrivo - The Forzen Boy (3° classificato)

Caro autore,

Ho terminato la lettura del tuo romanzo The frozen boy da qualche giorno e devo ammettere che il mio cuore è ancora ricco di sentimenti contrastanti che la storia ha suscitato in me: un belo di tristezza, mescolato però ad una forte idea di speranza.

Ti devo confessare che l'inizio non è stato facile, perché quella immensa distesa di ghiaccio senza colori né rumori aveva 'raffreddato' anche me, rendendomi capace di 'entrare' nella storia dei due personaggi che sentivo così lontani dal mio modo di essere: uno scienziato dal cuore di ghiaccio e un misterioso bambino ibernato. Eppure, mano a mano che il ghiaccio si è sciolto, mi sono 'scongelato' anche io facendomi così trascinare dalle vicende dei due protagonisti, dalla loro lenta trasformazione, desideroso di cogliere il significato di questo strano ritrovamento.

La parte blu, secondo me,  è stata un vero e proprio 'ritorno alla vita', non solo perché il blu è il mio colore preferito e anche quello del mare, che è di per sé fonte di vita, ma anche perché è sulle coste dell'oceano che i due personaggi ricominciano a vivere, ognuno a suo modo, ma l'uno con l'aiuto dell'altro.

Grazie a Jim, il professor Warren lascia il rigido mondo delle formule per abbracciare quello dei sentimenti che lui aveva, sempre trascurato, ritrovando così una dimensione più umana.

Il suo cuore, prima schiacciata dal dolore per la perdita del figlio e dai sensi di colpa per non essere stato un buon padre, ora si rianima grazie a questo bambino indifeso che ha bisogno di aiuto e protezione e desidera ritrovare le proprie origine. Jim è la sua seconda possibilità, come tu spesso ripeti nel libro, e non può lasciarsela sfuggire, perché è l'unico modo che ha per rimediare agli errori del passato e per diventare un uomo migliore.

Molto profondo è il legame che nasce tra lui e il ragazzino che permette loro di capirsi attraverso l'intensità degli sguardi e dei gesti, pur parlando lingua diverse, e ciò mi ha fatto capire come sia possibile avvicinarsi a qualcuno apparentemente diverso da noi se i sentimenti che ci legano sono sinceri.

Il ritorno alla vita di Jim, purtroppo, è molto più breve di quello dello scienziato, ma mi rendo conto che non poteva essere differente, perché come scrivi a pagina 147. : " Jim era un enigma che aveva varcato le soglie del tempo come lo conosciamo..." . Lui non appartiene a questo tempo né a questo mondo e alla fine, grazie a Bob Warren, capisce dove è il suo posto.

L'ultima parte, verde appunto, comunque si chiude con un messaggio di speranza: "Immaginare poteva essere un buon punto da cui ripartire. Aveva una mente piena di luce ora. Di luce e di aria pulita". Sono queste le parole che più mi sono rimaste dentro il cuore, perché ci fanno comprendere che nella vita non sempre tutto è perduto e che spesso ci viene offerta una seconda possibilità, basta avere gli occhi per scorgerla.

Poichè questo è un messaggio molto forte che tu ripeti spesso, vorrei porgerti queste domande: hai mai avuto una seconda possibilità? Ed è forse questa l'idea da cui sei partito per sviluppare la tua storia? Inoltre vorrei sapere se per delineare la figura di Jim ti sei ispirato a qualche altro libro o film ( a me sono venuti in mente "E.T." e "Lo strano caso di Benjamin Button").

Grazie

Alessandro Durat

Scuola media  "G. Lozer" - Pordenone

Classe 3C

Prof.ssa Mara Gobbi
 

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