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Home / Festival / pordenonelegge.it 2011 / Caro autore ti scrivo - Batti il muro (3° classificato)

Caro autore ti scrivo - Batti il muro (3° classificato)

Caro Antonio Ferrara,

ho da poco concluso la lettura del tuo libro “Batti il muro” e mentre i miei occhi sono ancora fissi sulla copertina del romanzo, mi sento travolgere da un'ondata di sensazioni e sentimenti.

È difficile per me capire la vita di Caterina, la protagonista, ed è ancor più faticoso tentare di immaginare la sofferenza, l'inquietudine, la tristezza di questa povera bimba.

La ragazzina è vittima da sempre delle stranezze, spesso orribili, derivate dalla malattia della madre, la quale soffre di una patologia mentale rara e particolare che la porta a rinchiudere talvolta la figlia all'interno di un armadio.

Non è facile inoltre comprendere fino in fondo il comportamento della donna anche se sono consapevole che tutti i suoi gesti siano viziati dalla malattia. Una madre però dovrebbe essere forte, amorevole e mai e poi mai in grado di fare del mare alla propria figlia.

I figli richiedono costantemente l'aiuto dei propri genitori specialmente nel momento della crescita dove dovrebbero essere continuamente seguiti, aiutati e consolati nei momenti di difficoltà.

Nel tuo libro invece Caterina è sola, sola con i propri pensieri, con le proprie paure e così deve cercare da sola un aggancio, qualcosa a cui aggrapparsi permettendo così alla sua mente di fuggire dalla dura realtà e da tutto ciò che ingiustamente subisce.

La ragazzina si abbandona quindi alla lettura e così gli interni bui del suo armadio diventano pareti colorate, “fiorate come un giardino”, la sua torcia diventa luce, la stessa che penetra dalle finestre durante le lunghe giornate estive.

Caterina riesce così a sopravvivere e a non abbandonarsi alla disperazione neppure quando la vita le strappa l'unico punto di riferimento e di equilibrio: il padre.

L'uomo da sempre vissuto all'ombra della moglie, rappresentava per la ragazza una nota di normalità e perdere anche un briciolo di ciò sarebbe potuto diventare devastante.

Ma lei non si scoraggia e trova in Pietro, ragazzo sensibile conosciuto in tenera età, un forte sostegno e un sincero e importante amore.

Pietro e i libri diventano fonte di speranza, coraggio e felicità e accompagnano il tortuoso e faticoso cammino di Caterina.

Caro Antonio, nel sottotitolo che hai riservato al tuo libro, “quando i libri salvano la vita”, chiarisci in modo inequivocabile quanto ho precedentemente espresso perché grazie alla lettura Caterina riesce a salvarsi e a riscattarsi e chissà quante altre persone sono riuscite a fare altrettanto.

I libri che per noi ragazzi possono rappresentare fatica, suscitano in Caterina il desiderio e la voglia di comunicare e lentamente la aiutano ad aprirsi e raccontare tutto, persino le cose tristi e indicibili.

Ti ringrazio, caro autore, per questa opportunità, per il rinnovato amore per la lettura che sei riuscito a consolidare anche in me e per aver trattato una tematica così difficile e complessa.

Caterina mi ha insegnato a non giudicare nessuno, lei non lo fa, ma riconosce la difficile esistenza della madre continuando a “battere il muro”.

Lorenza Bozzetto

classe 3^ F

Scuola Media “M. e P. Balliana – I. Nievo” di Sacile

prof.ssa Introvigne

 

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