Conoscendo Pina Varriale

Pina Varriale ha scoperto la sua passione per la scrittura da una caramella!
A scuola, con la sua compagna di banco, aveva fatto un patto: Pina le passava i compiti, mentre l’amica le dava le “merendine”.
Un giorno, presa dal senso di colpa, Pina le costruì un libriccino e, sulla copertina, incollò la carta di quella famosa caramella.
All’interno scrisse una storia che all’amica piacque, tanto che gliene chiese altre e, a nove anni, aveva già una collezione di tre romanzi personali.
Ha scritto storie di fantasia, del tutto inventate, come “Il mistero del quarto dono“, anche se preferisce affrontare argomenti di attualità, soprattutto problemi sociali, infatti ha scritto storie con protagonisti ragazzini stranieri: Sevla, rom e Shing, cinese.
La prima è la protagonista di “I bambini invisibili“, Piemme e, dopo la pubblicazione di questo romanzo, alcuni ragazzi e adulti Rom hanno confermato che la storia è pura realtà.
Invece ne “L’ombra del Drago“, Einaudi Ragazzi, la scrittrice ha deciso di parlare della comunità cinese che definisce “invisibile” nel senso che noi li vediamo ma non sappiamo niente sul loro conto. Per esempio, non sentiamo mai parlare di qualche cinese morto perché si passano i documenti dall’uno all’altro.
Pina Varriale ci ha fatto notare come il razzismo esista tra nord e sud del Paese e come, a maggior ragione sia forte nei confronti di migranti extreacomunitari.
Ha anche aggiunto che la realtà che stiamo vivendo è molto più difficile rispetto a quella di qualche anno fa e ci dice come augurio: tutto è nelle vostre mani, dipende tutto da voi giovani che siete il futuro del Pianeta!!

