In tempo di guerra si poteva essere già adulti a 17 anni. E' proprio ciò che è successo a Tina Anselmi, che vide morire i suoi amici, impiccati dai fascisti, e decise di prendere parte attiva alla Resistenza.
Faceva parte della Brigata Cesare Battisti, come staffetta, cioè portava ai partigiani ordini o armi, nascondendoli nel cestino della sua bicicletta, eludendo la sorveglianza tedesca e rischiando la propria vita.
La sua notorietà, però, è dovuta all'attività politica svolta nel dopoguerra. Si iscrisse alla Democrazia Cristiana, divenne dirigente sindacale, fu anche vice presidente dell'Unione Europea Femminile e, per due volte, Ministro del Lavoro e una volta Ministro della Sanità.
Il suo messaggio più importante è che per essere bravi cittadini non basta andare a votare e rispettare le leggi, ma bisogna partecipare in modo attivo alla vita del proprio Paese. Si è occupata molto dei problemi della famiglia e della donna e, finché le condizioni di salute gliel'hanno permesso, ha incitato le donne del nostro tempo ad assumersi la propria parte di responsabilità nella vita politica e a costruire il proprio futuro.
Anselmo Roveda ha invitato i giovani a raccontare agli altri ragazzi ciò che leggono nei libri di testimonianze, perché è importante trasmettere questo patrimonio, soprattutto ora che i testimoni diretti non possono più farlo in prima persona.
Il libro di Anselmo Roveda, che presenta Tina Anselmi come donna e attivista politica, si intitola Una partigiana di nome Tina ed è edito dalla casa editrice "Coccole e caccole".
Sara, reporter scuola media, Peyron, Torino
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