Mi grattai le bollicine che mi erano spuntate sul collo e gemetti: “A che serve una biblioteca se non ti danno un libro?”
La bibliotecaria mi fissò accigliata. Io mi accostai al bancone e bisbigliai: “Scusatemi, signora, avete una copia del libro del signor Darwin?”.
Si sporse dal bancone e chiese: “Che?”.
“Il libro del signor Darwin. Sapete, L’origine delle specie”. (...)
Mi chiuse la bocca con uno sguardo stizzoso. “No, assolutamente no. Non terrei una cosa del genere nella mia biblioteca. Ne hanno una copia nella biblioteca di Austin, ma io dovrei ordinarlo per posta. Sono cinquanta centesimi. Ce li hai cinquanta centesimi?”
“No, signora”. Mi accorsi che stavo arrossendo. Non avevo mai posseduto cinquanta centesimi. (...) Cominciava a prudermi il collo, segno premonitore di un eccesso di orticaria.
“Lo immaginavo. Ora devo rimettere a posto i libri”.
Mi venne da piangere per la rabbia e l’umiliazione, ma non volevo mettermi a frignare di fronte a quella vecchia befana. Quando uscii dalla biblioteca sembravo coperta di schiuma purpurea, e trovai Harry a poltrire di fronte all’emporio. Mi guardò preoccupato.
Mi grattai le bollicine che mi erano spuntate sul collo e gemetti: “A che serve una biblioteca se non ti danno un libro?”
L’evoluzione di Calpurnia_di Jacqueline Kelly, Salani 2011, pp.16-17
A che serve una biblioteca se non ti danno un libro? A che serve una biblioteca se non ci trovi le voci di tutti, se non puoi leggere e confrontare le diverse idee per fartene una tua?
Nei giorni scorsi ha suscitato molto dibattito quanto successo in provincia di Venezia dove l’assessore alla cultura ha proposto di eliminare dagli scaffali delle biblioteche pubbliche tutti i libri di certi autori (qui trovate un po’ di cronistoria, di rassegna stampa, di motivazioni addotte e di posizioni prese).
La biblioteca pubblica è un luogo dove si fa democrazia, dove cioè viene garantita la pluralità delle opinioni e l'accesso senza filtri, senza censure e senza pregiudizi ideologici a ogni genere di conoscenza e informazione. Proprio perché solo conoscendo pensieri e posizioni differenti, confrontando, rimanendo costantemente informati, ognuno di noi può avere la possibilità di farsi un’idea, magari di cambiarla, di tornare sui propri passi, di scoprire cose sconosciute. Di essere libero.
E siccome a noi, proprio come a Calpurnia, è venuta un po’ di orticaria, abbiamo pensato di dirlo qui.
Alcuni link riassuntivi della vicenda
Da Venezia partono i roghi di libri, vogliamo fare qualcosa?
http://www.wumingfoundation.com/eng...
(alla bisogna, disponibile anche in inglese, spagnolo, francese, catalano e portoghese)
Lista parziale dei libri che andrebbero banditi
http://loredanalipperini.blog.kataw...
Resoconto dell’avvio della campagna e primi risultati
http://www.carmillaonline.com/archi...
Gli articoli usciti su Repubblica e Unità:
http://loredanalipperini.blog.kataw...
Bibliotecaria veneta riferisce di pressioni “informali” per rimuovere i libri di Saviano
http://loredanalipperini.blog.kataw...
L’Assessore alla Cultura della regione Veneto chiede ai presidi di boicottare i libri nella “lista nera”
http://www.absolutepoetry.org/Hai-f...
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