C'era una volta un bosco bellissimo, che si trovava a pochi minuti di macchina dal confine con la Svizzera ed era molto grande, così che tutti gli abitanti dei paesi che toccava ne avessero a disposizione un pezzetto. Me lo ricordo perchè è il bosco della mia infanzia...
mi ricordo ancora le castagne che ti beccavi in testa a ottobre o le foglie di mille sfumature diverse in novembre. Ma parlo al passato...perchè ora, quello che "burocraticamente" si chiama il "Parco Pineta di Appiano Gentile" non esiste quasi più, tagliato dai Comuni per ottenere più spazio per costruire o con la scusa che era troppo selvaggio, quando invece era il rifugio dei cittadini la domenica o il luogo per eterne passeggiate e giochi in tutte le stagioni... Inoltre, ora, verrà ulteriormente ridotto per far passare, proprio al centro, una strada molto grande, asfaltata che, secondo le amministrazioni comunali, ridurrebbe il traffico su quelle già esistenti. E non si può fare altro, con i Comuni consezienti, che stare a vedere la sua distruzione...E questa storia non è solo la storia del "mio" bosco, ma anche dei "vostri" boschi, di quelle che ci sono appena fuori dalle vostre città o vicino alle vostre case, che con motivazioni futili vengono abbattuti, rovinando per sempre il paesaggio e l'ambiente in cui viviamo...
C'è chi non ci sta e sta facendo il possibile per trovare una soluzione e parlarne è sempre un ottimo primo passo...
Galadriel
Nota della redazione_FL_solitamente questo spazio è utilizzato dalla redazione_FL per esprimere opinioni e punti d vista condivisi. Volentieri pubblichiamo questo intervento di Galadriel perché è il pensiero di una giovane lettrice che ci accompagna e ci sostiene da tanto tempo (anni!), e soprattutto perché – come scrive anche lei – ognuno di noi ha la memoria di un bosco, di uno stagno, di un prato, di chissà cosa, sacrificati a qualche ragionevole causa. Ragionevole per loro, naturalmente. Grazie davvero, Galadriel, per questo primo passo.
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