Vittoria Negro con la sua cronaca-diario della 6° edizione del festival Tuttestorie di Cagliari regala a Fuorilegge il sapore di quelle giornate.
Cagliari_si parte di primo mattino con alunni di tutte le misure, dalla scuola per l’infanzia alla scuola secondaria di II grado. La festa ha inizio, gli incontri numerosi. E’ difficile scegliere che cosa raccontare, ma non posso fare a meno di iniziare con Frozen Boy, di Guido Sgardoli. Capisco subito, dai tanti libri che i ragazzi hanno tra le mani, che l’incontro sarà vivace. Le domande sono tantissime e Guido quasi non riesce a dire tutto quello che vorrebbe sul suo romanzo. Il tempo scorre, un’ora passa veloce parlando di avventura, paura del futuro, ricordi del passato e viaggi nella memoria. Il dibattito si accende, il tempo vola: autori e lettori non vorrebbero smettere più.
circondati da tanti aiutanti, e le sue ricche illustrazioni; di Rebecca Dautremer, per la prima volta in Sardegna, che passa leggera tra i bambini e gli adulti così come sono leggere le sue emozionanti illustrazioni tratte dal libro di Pollicino, nella mostra allestita in collaborazione con il Teatro Lirico di Cagliari. E ancora Giovanni Del Ponte, appena tornato dalla sua “trasferta” in centro Sardegna e pronto, dopo l’incontro con i ragazzi, a ripartire di nuovo per un’altra tappa sarda del festival “allungato e allargato”. I lettori di Giovanni sono agguerritissimi, hanno letto i suoi libri e cercano di scoprire subito se ce ne saranno altri, quando e cosa e soprattutto chi. Uno dei suoi libri (il titolo rimarrà segreto!) è sparito velocissimamente dalla libreria del festival. Esaurito!!!!
E oggi arrivano i più vecchi, i più grandi, quelli della quinta liceo. Incontrano Massimo Carlotto che parla con loro del suo libro Il fuggiasco, racconta un po’ di sé, senza esagerare, forse per fedeltà al tema della manifestazione o forse perché non tutto si può dire. Più tardi è molto simpatico vedere l’autore che si cimenta con i piccoli, con un libro scritto per suo figlio, Il mistero dei bisonti scomparsi, lui grande e grosso e loro in silenzio ad ascoltarlo.
che non perde mai tempo e fra un incontro e l’altro legge, esamina, sceglie e scarta segreti. Ce ne sono dappertutto: appesi ai fili come panni stesi, appesi ad un albero come foglie colorate e tremolanti per il vento e ci sono quelli da appendersi al collo, un segreto anonimo in cui ci si riconosce, si fa proprio e si porta a casa.
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