Non c’è nessuna strega nei Bambini nel bosco, ma c’è uno Strega nel futuro di Beatrice Masini. Uno, maschile: perché lo Strega di cui parliamo è il Premio Strega, a cui il bel romanzo di Beatrice è stato candidato, entrando nella rosa dei 12 finalisti.
Scrittrice, editor, traduttrice, giornalista, mamma di un lui più grande e di una lei più piccola (ma non troppo), Beatrice Masini è dunque anche tra i finalisti del Premio Strega 2010 con il suo ultimo romanzo Bambini nel bosco, Fanucci Editore. La notizia ci riempie tre volte d’orgoglio.
Primo, perché Bambini nel bosco è il primo libro per ragazzi ad essere candidato alla vittoria di questo importante premio letterario, che mai prima d’ora aveva inserito nelle sue rose un libro proveniente dall’editoria giovanile e destinato ai ragazzi.
Secondo, perché Bambini nel bosco è anche il libro che Fuorilegge ha scelto come FLibro del mese di aprile. Certo una vetrina meno prestigiosa, ma sicuramente uno spazio dove i libri si leggono e si amano, dove ci si appassiona alle storie, dove si arriva all'ultima pagina col fiatone insieme al senso di vuoto che ti sorprende quando stai per separarti da qualcosa di bello, che ti ha riempito le ore e le ha fatte più leggere. 
Terzo, perché Beatrice Masini sarà con Fuorilegge sabato 8 maggio, a Piacenza, al primo meeting dei ragazzi FL. L’occasione è ghiotta per
leggere i Bambini davanti a Beatrice, per farsi autografare il libro, per porle domande, per scoprire gli altri suoi libri, da Ciao, tu a Sono tossica di te, per fare il tifo per lei.
Ci piace immaginare che ora anche Bambini nel bosco correrà con i ragazzi Fuorilegge, sarà parte dello loro chiacchiere, passerà di mano in mano per lasciare a ciascuno un po' di quelle storie e di quei pensieri che fanno crescere, che aiutano a diventare grandi.
Che cosa straordinaria, i pensieri. Gli si rincorrevano in testa, uno incatenato all'altro. Non lo lasciavano mai solo. Non si sentiva solo, no, anche quando faceva le cose banali del Grumo insieme a tutti gli altri. E capiva, adesso, che la loro debolezza, quel colore opaco dentro gli occhi, era solo mancanza di pensieri._p.25
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