le scrivo per congratularmi: ho letto uno dei suoi libri, Il giovane Jim. Devo dirle che mi è piaciuto molto. È narrato in maniera chiara e semplice e ciò lo rende di facile lettura. Ho trovato interessante l'idea di raccontare un anno molto significativo della vita del protagonista, Jim Glass, un anno pieno di cambiamenti: il traguardo tanto desiderato dei dieci anni, l'apertura della nuova scuola dove conosce nuovi compagni, l'arrivo dell'elettricità nel suo paese, Aliceville, i viaggi con lo zio, la scoperta della grande città...Finalmente ho letto un libro che ha come protagonista un ragazzo normale con le sue scoperte, le sue gioie, i suoi dolori, i suoi timori verso la vita. Poco importa se la storia è ambientata nel 1934, le paure del crescere sono sempre le stesse. Oggi vanno di moda i romanzi dove sono protagonisti ragazzini sovrani del mondo di "Pandistelle" che devono fare una di quelle classiche battaglie fantasy o storie di mostri terrificanti frutto di esperimenti di laboratorio, vampiri e supereroi dai poteri megagalattici.
Anche l'odio e l'amore tra i personaggi rende questo libro fantastico. Come il rapporto tra Jim e Abhram, un bracciante di colore che lavora con gli zii di Jim: all'inizio Jim lo odiava, perché nel giorno del suo compleanno a lui era stata data la zappa vecchia e malandata, mentre ad Abhram era stata data quella nuova perché era più grande e meno maneggevole. Jim pensava che i suoi zii preferissero Abhram a lui. Ci sono episodi che, quando sei piccolo, vedi come delle ingiustizie; quando cresci capisci che erano azioni fatte per il tuo bene.
Ci sono dei momenti molto significativi nella trama, ad esempio quando arriva la luce elettrica. Certo, per me è normale premere l'interruttore e accendere la lampadina, ma in Jim suscita molto stupore e un po' di paura perché non ne è abituato e pensa che in quel momento tutto possa cambiare. Oppure quando la madre, una donna profondamente triste, respinge un pretendente perché è ancora troppo legata al marito morto una settimana prima che Jim nascesse. Devo dire che ho sorriso quando ho letto "alla veneranda età di 43 anni": mio papà ha quest'età e non credo sia proprio vecchio.
Il libro insegna che le amicizie migliori sono quelle che non ti abbandonano nel momento del bisogno e sono sempre sincere e leali con te.
Dalla lettura del romanzo ho imparato inoltre che, quando si incontra una nuova persona con la quale si inizia un nuovo rapporto, non si deve primeggiare, ma piuttosto conoscersi meglio e comprendere i problemi dell'altro. Qualunque cosa accada si dovrebbe aiutare il nuovo amico e non abbandonarlo nel bisogno.
Ora la saluto e, ancora, complimenti
Alex Viel
1° classificato
Scuola Media "G.Pascoli" di Polcenigo
2 classificato: Andrea Milli, Scuola media statale "G.Zanella" di Porcia
3 classificato: Giacomo Netto, Scuola media statale "Leonardo Da Vinci" di Cordenons