Auslander di Paul Dowswell, Feltrinelli Kids, 2010, p.301
Ci sono libri capaci di portarci d’un fiato all’ultima pagina e fino all’ultimo di tenerci appesi al filo della loro storia, pur senza essere un giallo.
Ci sono libri che dalla prima pagina nutrono i nostri pensieri, spingendoci in direzione dell’approfondimento e della crescita, senza essere testi di studio.
Ci sono libri che sanno farci palpitare per le sorti dei protagonisti, eppure non puoi definirli d’amore o d’avventura.
Ci sono libri che, senza avere la pretesa di insegnarti, sanno catapultarti tra le pagine della storia, rivelandoti volti nuovi di qualcosa che, tutto sommato, credevi già di conoscere.
Sono tutte queste ragioni messe insieme che ci portano a dire che Ausländer, il romanzo di Paul Dowswell da poco pubblicato da Feltrinelli Kids, è bellissimo e merita appieno di entrare nella lista dei libri preferiti da Fuorilegge e tra i FLibri del mese.
Uscito a gennaio, in coincidenza col mese in cui si celebra la Giornata della memoria, Auslander è capace di andare in direzione diversa da quelli che sono gli sviluppi consueti dei romanzi che trattano temi inerenti alla Seconda Guerra Mondiale. È un libro avvincente, profondo ed emozionante e, non bastasse, anche rivelatore: molte qualità in un libro solo.
La storia – come detto – viene da un passato relativamente vicino, la Seconda Guerra Mondiale, un pezzo di storia di cui parlano tanti libri e tanti libri per ragazzi, ma che questa volta abbiamo la possibilità di vedere da un’angolazione diversa: la vita di ogni giorno nella Berlino prima trionfante e tronfia dei successi militari dell’esercito nazista e poi impaurita e incredula al volgere delle sorti di una guerra creduta ormai vinta.
Ausländer ha il pregio di raccontarci l’ideologia nazista dal suo interno, di come si sia insinuata nelle menti delle persone e nei gesti quotidiani, come le parate e gli inni abbiano esaltato gli animi, come la convinzione della superiorità della razza ariana fosse diventata una fede indiscussa, di come l’errore abbia potuto divenire orrore.
Tutto questo è raccontato attraverso gli occhi di Piotr, un ragazzino polacco che nel 1941 perde i suoi genitori in un incidente automobilistico durante l’invasione nazista. Rimasto solo viene portato in un orfanotrofio e, grazie al suo aspetto fisico, inizia un nuovo capitolo della sua vita. Piotr è biondo, ha gli occhi azzurri, è identico al ragazzo ritratto nei manifesti della Hitler-Jugend,
è perfetto insomma per il compito che i medici nazisti stanno svolgendo nell’orfanotrofio: sottoporre i ragazzini ad accertamenti per stabilire il loro valore razziale e reclamarli per la Comunità della Nazione Germanica
“Tu, amico mio - esordì il dottore in tedesco - sei un esemplare magnifico di gioventù nordica. (...) Alcuni soldati vorrebbero trattenerti qui come interprete, ma io credo che tu meriti di meglio. Scriverò una nota di raccomandazione chiedendo che tu sia restituito al Reich, e ti trovino una buona famiglia tedesca ansiosa di adottare un bel figlioletto tedesco. Ne conosco una. Li contatterò immediatamente.”
(...) Non gli piacevano i modi del dottor Fischer, ma era felice di sentirsi dire che aveva qualcosa di speciale. Cominciò a pensare che che in Germania si sarebbe trovato bene. All’improvviso non vedeva l’ora di partire. p.18_20
Piotr è l’immagine perfetta della gioventù tedesca come vorrebbero le regole naziste sulla razza, per questo gli viene cambiato nome in Peter e viene adottato dalla famiglia del professor Kaltenbach, uno scienziato di Berlino devoto al nazismo, a Hitler e all’ideologia che sancisce la superiorità della razza ariana e ne rivendica la purezza.
Peter acquisisce così tre sorelle, frequenta la scuola, entra a far parte della Gioventù Hitleriana, percorre tutte le tappe richieste a un ragazzo della sua età nella Germania di quegli anni.
Ma, nonostante tutto questo, si sente fuori posto: ausländer, straniero, e dentro di lui cresce il disagio per quello che vede accadere intorno a sé. L’ostilità di qualche compagno che lo considera soltanto un polak, uno inferiore; poi l’incontro con un gruppo di ragazzi polacchi, costretti a lavorare duramente in uno dei quartieri bombardati di Berlino: e infine l’amicizia con Anna – anche lei una sorta di incarnazione della perfezione germanica – che fa parte di una famiglia che silenziosamente si oppone al regime: ben presto, da “fuoriposto” Peter si trasforma in “fuorilegge”.
Il primo atto di ribellione di Peter e Anna è ascoltare di nascosto le trasmissioni in lingua tedesca della radio inglese, la BBC.
Poi lei andò a sedersi sul bracciolo della poltrona di Peter e gli disse a bassa voce: “Ascolti mai la BBC?” Lui fu scioccato dal suo ardire, ma anche eccitato perché lei si fidava di lui.
“Kaltenbach mi farebbe portare in Prinz-Albrecht_Straße senza darmi neppure il tempo di rendermene conto. E poia acsa nostra c’è quasi sempre qualcuno. La signora Kaltenbach o Elsbeth. Perfino le ragazze non esiterebbero a denunciarmi. Perché, tu l’ascolti?
“Vuoi che lo facciamo?” chiese Anna.
Peter era in preda all’ansia. “E se i vicini ci sentissero attraverso i muri? Sono sicuro che qualcuno si precipiterebbe alla Gestapo.” p. 119_120
Poi, in un crescendo di situazioni rischiose, Anna e Peter si avventurano nel locale dove gli Swings Kids si ritrovano per ascoltare e ballare il jazz:
Una sera d’autunno Anna era venuta a cena da loro, e Kaltenbach cominciò a blaterare a proposito di un articolo che aveva appena letto,e che parlava dell’arresto di un gruppo di ragazzi in una sala da ballo di Berlino. “Li chiamano Swing Kids. Hanno i capelli lunghi, i maschi, quei rammolliti, e indossano vestiti e sciarpe vistosi... e le ragazze portano i capelli sciolti e si truccano. Quelle Jezebel. La musica poi... quell’orrendo jazz o swing o come diavolo lo chiamano... che razza di cultura indecente hanno inventato in quel cesso di paese! Ecco che cosa succede quando mescoli le razze con tanta leggerezza. Ma la cosa peggiore è il ballo. Roba da degenerati.” p. 126
Presto la posta in gioco diventa ben più elevata del rischio di farsi sorprendere in atteggiamenti considerati immorali Quando Peter viene a conoscenza dei terribili esperimenti in cui è partecipe Kaltenbach, quando viene coinvolto nella rete di persone che cercano di salvare la vita agli ebrei e quando lui stesso si ritrova accusato di avere sangue ebraico, la posta in gioco diventa la vita e l’unica strada è quella della fuga.
Ausländer è una successione di giorni e situazioni, in cui scorre la vita di Peter: la scuola, lo sport, il Natale con l’albero decorato con ghirlande luminose a forma di svastica, l'amicizia e la complicità con Segur, l’avvicinarsi della guerra, i bombardamenti, le fughe notturne. Un crescendo di avvenimenti a cui corrisponde la presa di coscienza di Peter. Impossibile, leggendolo, non sentirsi parte di questa storia e della Storia: gli entusiasmi e i dubbi di Peter, il compiacimento per la manifestazione sfarzosa della potenza nazista e il sorgere, dentro di lui, di un sentimento intimo di ripulsa e di ribellione. La storia di Peter è la storia del momento in cui tanti, in Germania, non hanno potuto o voluto vedere quello che Peter e Anna vedono e che non riesconoe non vogliono accettare.
La storia di Peter è una storia di ieri che ha valore, tanto valore, anche per il nostro oggi.
Se vi hanno incuriosito gli Swings Kids, i ragazzi che usavano la musica come forma di ribellione al nazismo, potete cercare Swing Kids - Giovani ribelli, un film del 1993 che racconta un episodio simile a quello del libro.
Ben più conosciuta la storia – anche questa citata nel libro – dei ragazzi del gruppo chiamato La Rosa Bianca (Die Weiße Rose), che tentarono di opporsi al regime nazista e per questo furono condannati a morte.
Per saperne di più potete cercare Rosa Bianca, un bellissimo libro scritto da Christophe Gallaz e splendidamente illustrato da Roberto Innocenti, edito da La Margherita. Potete leggere anche La Rosa Bianca, di Paolo Ghezzi, San Paolo, o vedere La Rosa Bianca - Sophie Scholl, un film del 2005 di Marc Rothemund.
Se poi vi va di sapere qualcosa di più di Paul Dowswell, lo
scrittore inglese autore di Ausländer, ecco qui il suo sito. Potete esplorarlo nell’attesa di poterlo magari incontrare proprio qui, su Fuorilegge... una vocina, infatti ci ha sussurrato che Paul Dowswell sarà... dove sarà?
Ve lo diremo presto: dove e quando... 
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