Stanley Yelnats accusato ingiustamente, finisce ad un riformatorio chiamato Campo lago Verde. Ma non vi è nessun lago e per giunta i ragazzi devono scavare un buco, di un metro di altezza e di larghezza, al giorno, su quello che prima era il fondo del lago. Si dice che sia per temprare il carattere.
Stanley fu di nuovo l’ultimo a finire di scavare. Quando si trascinò fino al campo, era ormai tardo pomeriggio.[….]
Arrivando alla tenda trovò il signor Perebovski e gli altri ragazzi seduti in cerchio.[…..]
Il signor Perebovski passò con lo sguardo da ragazzo all’altro.
-Siete tutti speciali, ciascuno a suo modo-continuò.-Tutti avete qualcosa da offrire.Dovete riflettere su cosa volete fare, e poi farlo.Anche tu , Zero. Non è detto che tu non valga assolutamente nulla.
Il sorriso era sparito dalla faccia di Zero.
-Che cosa vuoi fare della tua vita?-gli chiese il signor Perebovski.
La bocca di Zero era serrata. Mentre guardava l’assistente, i suoi occhi scuri sembrarono dilatarsi.
-Allora Zero?-chiese ancora il signor Perebovski.-Che cosa ti piace fare?
-Mi piace scavare buchi. p. 72, 75, 76
Il libro è molto bello, piacevole da leggere e stimolante.
In questo libro vi è del mistero che appassiona il lettore, l’avventure si sviluppa soprattutto verso la fine dove spesso si teme per la vita di due personaggi, il mistero sarà svelato e con un colpo di scena il protagonista uscirà da una brutta situazione.
Consiglio il libro a tutti.
Buchi nel deserto, di Louis Sachar, Il battelo a vapore, Piemme junior, 2001
scritto da Gianluca Di Carlo, classe I B scuola media Marchetti, Senigallia
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