Billy Elliot, di Melvin Burgess, Fabbri editore, 2002, pag.223
Lezioni di danza o di pugilato? Billy, dodici anni, non ha dubbi. Certo, la danza classica è roba da femmine, o peggio ancora, da finocchi. Non è da maschi, non è da figlio di minatori: i maschi fanno sport, lotta, pugilato appunto. Ma Billy del pugilato non ne vuole sapere, ha la musica nel sangue e, di nascosto dal padre, prende lezioni di danza. E adesso Billy vorrebbe entrare alla Royal Ballett School. Ma tra Billy e il suo sogno ci sono di mezzo le rudezze del mondo dei minatori; c’è di mezzo uno sciopero ad oltranza che ha ridotto tutti in miseria; c’è di mezzo la madre di Billy, scomparsa da poco tempo, e il vuoto che ha lasciato; c’è di mezzo il fratello e soprattutto c’è di mezzo suo padre, Jackie Elliot, che delle lezioni di danza proprio non ne vuole sapere. Ma un figlio è un figlio e i sogni sono sogni e la musica del sangue e dei sentimenti suona molto più forte di ogni tradizione e convenzione. Da un bellissimo film, Melvin Burgess ha ricavato lo spunto per un libro del tutto autonomo e originale.