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Basta guardare il cielo, di Rodman Philbrick, Rizzoli, 2008, pag.192
Kevin è un piccolo genio, compresso in un corpo che non funziona bene e non cresce abbastanza, affetto com'è da una sindrome rara e spietata; Max è l'inverso: grande e grosso, ma cervello poco. Niente, a sentir lui. Poi, un giorno, mentre cerca di sfuggire a Blade e alla sua banda, Max si mette Kevin sulle spalle, e tutto cambia: «È così che è cominciata, davvero, (...) siamo diventati Freak the Mighty, pronto a far strage di draghi e di sciocchi camminando alto sul mondo». Da soli sono nulla, ma insieme sono in grado non soltanto di sfidare i bulli della scuola, ma anche di affrontare Killer Kane, il padre di Max che, appena uscito dalla prigione dove è stato rinchiuso per l’omicidio della moglie, la madre di Max, vuole riprendere il figlio con sé. Ma c'è un drago invincibile: la malattia di Kevin. E Kevin dovrà affrontarla da solo. Finale da lacrime, ma non per colpa del libro: è la vita che fa piangere. C’è anche il film da vedere assolutamente. E c’è un seguito: Quando il cielo non basta, che pure vale la lettura.
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