Il popolo degli oscuri, di Neal Shusterman, Piemme Junior
Author: Sofia 1 E Avamposto Piccoli grandi lettori, Senigallia |
Ho scelto questo libro perché sono stata attratta dai colori scuri e violacei dell’illustrazione della copertina e dal titolo che mi ha fatto pensare ad avventure misteriose.
Nel sottosuolo di New York vivono gli Oscuri, un popolo misterioso che ha scelto di non vedere mai la luce del sole. La loro gente vieta severamente ogni contatto con il Mondo di Sopra. Ma Artiglio, un ragazzo curioso e coraggioso, va contro le regole per salvare la vita alla sorellina colpita da una grave malattia.
Nel suo mondo non ci sono medicinali per curarla, così egli si avventura in superficie incontrando Lyndsay, una ragazza che cambierà per sempre la sua vita e quella della sua gente.
Di questo libro mi sono piaciuti soprattutto i momenti in cui Artiglio, il protagonista, vive con i suoi compagni nel sottosuolo e le descrizioni dei luoghi.
Invece quello che mi è piaciuto di meno riguarda la storia d’amore che prevale sull’avventura.
Questo libro non era proprio quello che mi aspettavo, ma nel complesso la sua lettura è stata piacevole.
Il brano che ho scelto per voi s’intitola “Da sopra a sotto” e fa parte del sesto capitolo che va da pag 83 a 98. Queste pagine mi sono piaciute per la loro descrizione, soprattutto quella della Grotta di Luce.
— Questo è un posto molto speciale — spiegò Artiglio. — Qui la gente si sposa, i precipitati ricevono il nome e…
—I precipitati?
Artiglio esitò per un attimo, poi disse: — Vieni ti faccio vedere.
Lyndsay lo seguì, sempre più frastornata. Lì sotto c’era una magia che non aveva mai trovato in superficie. Ogni stanza e nicchia era un’opera d’arte, dalle pareti dei corridoi tappezzati d’immagini sgargianti rubate da vecchi cartelloni pubblicitari, ai pavimenti ricoperti di frammenti del Mondo di Sopra. Gli Oscuri usavano gli scarti per trasformarli in oggetti preziosi.
Soprattutto nella Grotta di Luce.
Uno stretto corridoio sbucò in una caverna abbagliante, illuminata dall’alto e invasa da una vera e propria foresta di piante tropicali.
— Il Mondo di Sotto ha molte Grotte di Luce, alcune per coltivare le piante, altre per puro piacere — spiegò Artiglio, indicando l’alta volta da cui pendevano cristalli e frammenti di metallo luccicanti; quasi un gigantesco lampadario in cui si rifrangeva la luce di poche lampadine potenti, sufficienti a tenere le piante in buona salute.
Artiglio sorrise vedendo la bocca spalancata di Lyndsay.
— Sapevo che questo posto ti sarebbe piaciuto.
Ma non era solo lo spettacolo di quell’oasi a sgomentare la ragazza, bensì la forma e la struttura della grotta. — Ehi, è un teatro! — disse. Anche se i sedili erano spariti , non ci si poteva sbagliare. In alto c’erano il loggione e i palchi, anche quelli invasi dalle piante che arrivavano fino al soffitto. Il pavimento scendeva verso un vasto palco coperto di sabbia di vetro, una specie di spiaggia creata polverizzando migliaia di bottiglie. — Che ci fa un teatro qua sotto?
— Cosa c’è di strano? — rispose lui, come se non avesse senso rispondere. — Ecco uno dei miei ultimi precipitati — aggiunse, indicando un'impalcatura.
Sopra l’impalcatura, un giovane stava fischiettando mentre appendeva i cristalli al soffitto, come se stesse addobbando un albero di Natale.
— Si chiamava Blunderson, o roba del genere. Tra i Solari sarebbe morto, così l'abbiamo raccolto tra noi. Un mese fa stava per buttarsi sotto un treno, e a desso guardalo. Mi dicono che stia risistemando i cristalli in modo da creare tanti motivi di luce colorata.
Finalmente Lindsay capì cos'erano i "preciptati". — Di sopra abbiamo dei posti per queste persone, ma non funzionano tanto bene.
— Qui abbiamo un detto: «Non puoi salvare ciò che calpesti».
Il popolo degli oscuri, di Neal Shusterman, Piemme Junior
Letto per Fuorilegge da Sofia 1 E_Avamposto Piccoli grandi lettori, Senigallia