E' la storia di un bambino di 10 anni, Palmer, che fa parte di un gruppo di bulli, composto, oltre che da lui, anche da Fagiolo, Randagio e Henry. Palmer è molto diverso dai suoi amici, infatti è più educato e sensibile e, per questo motivo, è stato soprannominato “Moccio”.
Palmer abita in una città dove, nel mese di agosto, si svolge una festa, “La festa della famiglia”, che teme molto perché nell’ultimo giorno vi è una manifestazione molto crudele, “il tiro al piccione”. In quel giorno vengono liberate dalle gabbie tanti piccioni ai quali gli adulti si divertono a sparare, mentre i bambini di 10 anni devono recuperare i corpi e tirare loro il collo guadagnandosi così il titolo di “strozzapiccioni”. Ma Palmer non vuole diventare uno “strozzapiccioni”, al contrario dei suoi amici che sono entusiasti di poter prendere parte per la prima volta a questa manifestazione, tanto da passare la loro estate ad allenarsi per questo giorno importante. Durante i loro preparativi coinvolgono anche Palmer, ma un giorno accade un evento che cambia la vita del bambino: trova, sul davanzale della finestra della sua camera, un piccione che decide di tenere con sé e di chiamare Pizzico, perché gli pizzica l’orecchio alla mattina per svegliarlo. Con il passare dei giorni Palmer e Pizzico diventano inseparabili, ma questa amicizia deve essere tenuta nascosta per paura che gli amici possano far del male al suo curioso amico, oltre che a lui stesso.
Più il giorno della festa si avvicina e più Palmer ha paura che il suo compagno venga scoperto e ucciso come tutti gli altri piccioni. Per questo decide di nasconderlo, ma senza successo. Quando arriva il giorno della festa e tutti i piccioni vengono liberati, riconosce il suo Pizzico, scampato ad una prima fucilata, gli va incontro lo tiene fra le braccia e lo porta con sé a casa.
Il libro mi è piaciuto molto perché racconta una storia di amicizia fra un bambino e un piccione, ricca di affetto e positiva. Palmer è un bambino diverso dagli altri; lui non vuole essere uno "strozzapiccioni” e fa di tutto per non diventarlo, mettendosi contro i suoi amici, a volte arroganti e violenti. Nonostante la sua timidezza e la sensibilità, è riuscito a sottrarsi alle regole della sua banda e ad affermare se stesso, le sue idee e la sua vera amicizia.
Tiro al piccione, di Jerry Spinelli, Mondadori
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