Era da molto tempo che non ci si ritrovava più a parlare di libri. Colpa degli esami (di terza media), degli impegni, di alcuni/e professori/esse che stanno un po’ “soffocando” il loro entusiasmo e la loro voglia di leggere.
Ma, complici la primavera in arrivo e la promessa di un gelato, eccoli di nuovo tutti qua: Camilla, Caterina, Chiara, Federico, Giovanni, Giulia, Giulio, e persino due nuovi “cavalieri”, che hanno voluto venire a vedere cosa si combina in un avamposto di Fuorilegge: Giancarlo e Luca.
Il primo osserva la stanza di Giulio, e commenta: “Incredibile, questa camera è tutta libri e…disordine!” Mi viene in mente una pagina de Il Lupo della steppa di Hermann Hesse, in cui viene descritto un ambiente simile a questo, con libri dappertutto, e l’impossibilità di muoversi liberamente in essa. Ma nella stanza di Giulio oltre ai libri, per terra e in giro ci sono soprattutto soldatini, o meglio Orki sanguinari della serie Warhammer, indumenti e altre cose che è meglio censurare.
Ci sediamo quindi intorno ad un tavolo, in terrazza, con il sole che ci scalda e quasi ci surriscalda…
Primo argomento all’ordine del giorno, che è quello che li ha attirati fin qui: la proposta di fare da “giuria giovanile” in un concorso a cui partecipa un altro avamposto, quello di Lissone, per la creazione di uno “spot” su venti libri letti. Sono subito tutti entusiasti, se si tratta di giudicare il lavoro degli altri (e non di produrre: come dice Paola sono troppo impegnati a produrre ormoni e brufoli…) non ci sono problemi, anzi; espongo velocemente le modalità di svolgimento del concorso, le regole compositive che i ragazzi di Lissone dovranno seguire per creare gli spot, e diamo anche un’occhiata alla bibliografia dei 20 titoli che saranno la base per gli spot stessi. Alcuni libri li hanno letti anche loro (Gorgius, Oh boy!, Lunamoonda), di altri hanno sentito parlare, ma non li hanno mai avuti in mano. Meglio così, sarà più facile forse giudicare l’efficacia degli spot e la loro capacità di convincere qualcuno a leggere i libri, senza avere conoscenza diretta della trama delle storie. Decidiamo dunque di comunicare la nostra adesione, sperando di essere ancora in tempo.
Mostro poi la newsletter di “Mare di Libri” (il festival per la letteratura per adolescenti a Rimini, a cui abbiamo partecipato l’anno scorso come avamposto di Fuorilegge): e chi di noi c’è stato (eravamo un gruppo ristretto) racconta: “quando pensiamo a Rimini, mille ricordi ci sopraffanno in tutta la loro dolcezza. Noi consigliamo a chiunque di andarci: ci si diverte ed è un’occasione per passare del tempo con gli amici. Ci siamo stati l’anno scorso, e ci siamo divertiti: bella l’esperienza della lettura all’alba (auguri anzi alla neonata Viola, che allora era nella pancia di Alessia, la grande lettrice), troppo forte Manfredi, con la “donna costoletta” (la lettrice che aveva un buffo corpetto con lunghe stecche di balena), che ci ha tenuto incollato sulle sedie fino ad ora tarda, e poi dovevamo ancora partire per tornare a Brescia! Bella anche la possibilità di comprare i libri, ma magari con uno sconto maggiore, visto le nostre povere finanze…
Quest’anno, esami permettendo, ci piacerebbe tornare a sentire alcuni autori dell’anno scorso, tipo Manfredi, ovviamente, Licia Troisi, (però con i capelli un po’ più lunghi, con quel taglio alla marine faceva paura!), la mitica Silvana de Mari; di personaggi nuovi ci piacerebbe invece incontrare Jerry Spinelli (Stargirl e Per sempre Stargirl ci hanno preso un sacco), Andrea Valente (troppo simpatico, con la sua “pecora nera”), Christopher Paolini e Philip Pullman.”
Caterina, che l’anno scorso non c’era, vorrebbe tanto poter venire quest’anno. Ma la spada di Damocle degli esami la sentono tutti; bisognerà vedere bene le date degli scritti, e soprattutto, quanto i professori riusciranno a fargli venire ansie tali da farli pensare solo alla scuola. Sappiamo tutti che due giorni passati Rimini non potranno cambiare l’esito delle prove, ma la paura di doversi poi rimproverare qualcosa è forte…
Per alleggerire l’atmosfera, chiedo ai cavalieri qual è l’ultimo libro letto da ciascuno di loro e cosa ne pensano. Mi accorgo che alcuni ragazzi abbassano lo sguardo e abbozzano un sorriso colpevole; due o tre affermano che sono mesi (ma sembrano anni, da come lo dicono) che non aprono più un libro per il piacere di farlo. Si giustificano dicendo che a scuola non sono mai entrati in biblioteca quest’anno, e anche alcune ragazze, orgoglio del nostro avamposto per entusiasmo e desiderio di scoprire attraverso la lettura, mi confessano che hanno perso un po’ la voglia di leggere.
Faccio fatica a riconoscerli: ma come, sono gli stessi ragazzi che in quinta elementare sono andati in finale a Libri in Gioco e l’ hanno vinta senza troppe difficoltà? Quelli che si vantavano di leggere un libro di 200-300 pagine in una notte, con le mamme che si affannavano a saccheggiare biblioteche e librerie per soddisfare le loro richieste? Quelli che leggevano di nascosto, sotto le coperte con la lampadina della torcia, e che discutevano animatamente di personaggi e trame quanto mai complesse per interi pomeriggi?
Per un attimo mi prende il panico e lo sconforto. Poi, penso che c’è un momento per ogni cosa, e che forse adesso loro sono giustamente presi da altro. Mi riprendo però velocemente, quando mi rendo conto che gli stimoli che hanno ricevuto a Rimini se li portano ancora dentro, e anzi, li hanno fatti maturare: Chiara, per esempio, dopo aver letto Ragazzidi camorra e aver assistito all’incontro con l’autrice Pina Varriale, vorrebbe trattare l’argomento “mafia” anche durante gli orali degli esami: ne è stata troppo colpita.
Giulio, ancora affascinato dalla persona e dai libri di Manfredi, li ha letti praticamente tutti, e ha giusto finito il mese scorso Le Idi di Marzo; inoltre sta cercando di scaricare da Internet il film “L’ultima legione”. L’armata perduta è un titolo caro anche a Federico e a Giovanni.
Dopo aver assistito alla vulcanica conferenza di Silvana de Mari, molti dei nostri cavalieri, che già avevano amato L’ultimo elfo e L’ultimo orco, non si sono persi il suo libro più recente, Gli ultimi incantesimi, che non ha deluso le loro aspettative, e di cui ora aspettano con trepidazione la continuazione.
E per confermare la passione per il fantasy che unisce alcuni dei ragazzi del nostro gruppo, Federico e Giulio ci parlano dell’ultima fatica di Licia Troisi, Il destino di Adhara, Leggende del mondo emerso, primo volume di una nuova saga. Come gli altri suoi libri, ci dice Giulio, l’inizio è abbastanza “incasinato” e complesso. E il finale tutto aperto, visto che ormai la formula collaudata delle sue saghe è la continuazione delle storie nei volumi successivi.
Del rapporto tra libri e film parlano con più facilità: Caterina e Camilla hanno letto, e gustato, la saga di Twilight (di Stephenie Meyer), e hanno anche visto il film.
Sanno che è uscito Inkheart, tratto dal libro Cuore di inchiostro di Cornelia Funke, che a suo tempo era molto piaciuto ai cavalieri, con i due volumi a seguire della stessa autrice, Veleno d’inchiostro e Il re dei ladri. Si ripropongono di andare a vederlo, per verificare se è meglio il film o il libro.
Chiara rispolvera poi un altro titolo di una grande autrice italiana, Paola Zannoner, che anche Giulio ha letto e apprezzato, scoprendo un altro modo possibile di vedere i famigerati “centri sociali”: xché 6 qui.
Caterina, infine, cita Gli incubi di Hazel, di Deeny Leander, storia “un po’ horror”, ci dice, ma non troppo, che l’ha colpita anche per i disegni e la veste grafica molto particolare.
Ok, non tutto è perduto, mi dico, qualcosa abbiamo tirato fuori, e qualcosa hanno letto, nonostante tutto.
Sull’onda del mio recuperato entusiasmo, e intanto che li ho inchiodati al tavolo attorno a tre chili di gelato con i loro gusti preferiti, butto lì una proposta che mi ronza da tempo nella testa: creare uno spot su di un libro letto, prendendo spunto dal concorso dell’avamposto di Lissone, ma utilizzando più media, quindi fotografie, musiche, programmi digitali di presentazione (powerpoint e altri) e filmati. Magari da mettere poi su YouTube… Si fermano a pensare, con il cucchiaio del gelato sospeso a mezz’aria, poi, quasi stupiti del fatto che gli si chieda di usare mezzi a loro così vicini e familiari, accettano di buon grado. La prossima volta che ci incontriamo, cominceremo a mettere a fuoco meglio la cosa.
Finiamo l’incontro con una foto dei Giovani Cavalieri Fuorilegge, versione aggiornata e riveduta: dopo aver riso, essere arrossiti ed essersi trovati orribili nella foto fatta due anni fa, all’inizio della loro “carriera” di avamposto, vogliono essere ritratti nella loro “nuova pelle”, anche se qualcuna si lamenta che ha i capelli sporchi e qualcun altro che non ha la sua maglietta preferita indosso. Mentre cerco di farli star fermi e di scattare una foto decente, mi vengono in mente due poesie di Tognolini, che così bene leggono la loro anima, e mi fanno una gran tenerezza (ma a loro è meglio non dirlo!):
FILASTROCCA DEI MUTAMENTI
di Bruno Tognolini
"Aiuto, sto cambiando! – disse il ghiaccio,
Sto diventando acqua, come faccio?
Acqua che fugge nel suo gocciolìo!
Ci sono gocce, non ci sono io!"
Ma il sole disse: "Calma i tuoi pensieri.
Il mondo cambia, sotto i raggi miei:
tu tieniti ben stretto a ciò che eri,
e lasciati scivolare in ciò che sei"
Quel ghiaccio diventò un fiume d'argento.
Non ebbe più paura di cambiare.
E un giorno disse: "Il sale che io sento mi dice
che sto diventando mare.
E mare sia, perché ho capito, adesso:
non cambio in qualcos'altro, ma in me stesso"
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