Simone P._Di cosa parla Brutti? Di una società futuristica in cui, per legge, all’età di sedici anni si viene operati chirurgicamente per rendere tutti esteticamente perfetti. Così, però, si perde un’identità individuale data anche dalla fisicità, dall’espressione del volto, dalle mille imperfezioni e asimmetrie che ci rendono ciò che siamo e per questo unici. Dovremmo interrogarci su ciò che vogliamo veramente per noi e per il nostro futuro: faticare per considerare validi una pluralità di modelli oppure uniformarci ad un unico canone estetico? Tally, la protagonista, con la sua lotta contro la perfezione artificiale e contro l’omologazione ci insegna a dire sempre la nostra opinione, anche quando questo ci fa correre dei rischi.
è Brutti, di Scott Westerfeld, Mondadori
Cri 19_Voglia di storie divertenti, da raccontare anche agli amici? Vi consiglio Sotto il banco di Andrea Valente: storie brevi e diverse tra loro, alcune fanno sorridere, altre ti lasciano senza parole, molte sono episodi di vita quotidiana con un finale a volte stravagante.
è Sotto il banco. Storie di scuola, storie d’amore, storie da sorridere, di Andrea Valente, Fabbri

Giulia G._Tredici è una raccolta di tredici storie, ognuna con un protagonista tredicenne, e con argomenti come il primo bacio, l’amicizia, il rapporto con i genitori, la voglia di crescere. Un racconto intrigante è Il primo bacio dello sfigato. Leggere per credere! Il linguaggio è semplice e chiaro, capace di coinvolgere emotivamente il lettore. Quando l’ho letto ho giocato a riconoscermi nei personaggi … e mi sono pure divertita!
è Tredici, a cura di John McLay, Fabbri
Alessia_Vi consiglio un libro che mi è piaciuto per il modo con cui viene descritta la ricostruzione della vita dopo la guerra, con vivacità e senza malinconia, ma anche per le storie di amore ed amicizia che fioriscono e finiscono, e soprattutto per l’alone di mistero che circonda la protagonista. Se lo leggete, alla fine andrete a controllare la vostra soffita, parola di Alessia!
è Da quando sono tornata, di Lia Levi, Mondadori
Virginia_Mi è piaciuto il racconto del difficile percorso verso le emozioni intrapreso da due ragazzi, Rachele e Taisir, appartenenti a mondi opposti e apparentemente inconciliabili tra loro. Lei italiana, lui arabo palestinese: si incontrano, sentono vibrare una forte attrazione l’uno verso l’altra e per questo compiono un viaggio per conoscere prima se stessi e poi le rispettive culture.
Mentre stringo a me Taisir e sento il suo cuore che batte follemente, mi sento una specie di Ulisse e penso: questa è la mia casa, questa pelle contro la mia guancia, questo profumo, questi capelli, io li riconosco, come se fossero parte di una mia precedente esperienza (…) E malgrado Taisir sia un luogo straniero, che per la prima volta nella mia vita sfioro con le labbra e le mani, quell’impressione di ricordo affiora prepotentemente e per me baciarlo non significa baciare un estraneo (…) ma baciare qualcuno che conosco talmente bene che so persino come vuole essere baciato.
è A piedi nudi, a cuore aperto, di Paola Zannoner, Fanucci, p. 167

Kiwizi_Lei per noi è stata Mamma, Zucchero Mio, Sophie Lynne De Muth. Invece, per sé si era scelta Chissachì. Tanto tempo fa, qualcuno che l’ha molto amata la chiamò Suff. Suff. Solo in seguito ho scoperto che quando la mamma pronunciava Suff, non si riferiva mai a sé stessa. Era la sua parola per dire amore. Suff era amore.
è La ragazza Chissachì, di Sarah Weeks, Beisler, pp.191_192
Riccioli d’oro_Cercate ancora passi su Libri, letture, lettori, librerie e biblioteche? Io ne avrei uno: (…) tra fare le storie e fare il pane non c’è poi tanta differenza. Anche le storie vanno impastate. Prendi un uomo, aggiungi una dea, poi mettici un po’ di destino. È la farina: sono le parole. Mescola, mescola. Bagna con olio: il sapore della sorpresa. Aggiungi sale: il gusto dell’amore. I cambiamenti sono il lievito. Impasta, impasta. Aspetta: manca un po’ di sale, un’erba profumata. Aggiungi. Aspetta il tempo della crescita. Inforna. Addenta. Questo per dire che saper fare una storia e saper fare il pane è importante. Tutti e due ci fanno venire fame; tutti e due, se sono ben fatti, ci saziano. (…) Se scrivi una storia, diventa tua. Anche se la ascolti. Abbiamo bisogno delle storie come del pane.
è Signore e signorine. Corale greca, di Beatrice Masini, EL, p. 150
È tutto? Macché! Non solo le segnalazioni e i brani che i fuori di penna ci hanno inviato sono molte di più, ma le amiche e gli amici di Lissone non hanno resistito nemmeno alla tentazione di partecipare alla missione dei FL_in azione.Noi diciamo grazie! e ci auguriamo che il vento della passione soffi ancora su Lissone.
E non solo lì.
La Bibioteca Civica di Lissone (MI) è in Piazza IV Novembre, 2. Il telefono è 039 7397461 e l’indirizzo e-mail è
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